Il Tirreno

Montecatini

Il nostro futuro non possono essere i bus

di David Meccoli
Il nostro futuro non possono essere i bus

L’assessore chiede una svolta: «Dobbiamo aumentare la quota di turismo di destinazione con terme ed enogastronomia»

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MONTECATINI. Il turismo di prossimità (l’essere vicini a qualcun altro) quale elemento caratterizzante del presente, ma da gestire meglio e con l’obiettivo strategico di far pendere progressivamente la bilancia verso il turismo di destinazione. Ma prima serve una rivoluzione culturale che coinvolga (finalmente) tutti gli operatori e non solo una piccola frazione di essi («Quanti albergatori sono presenti, oggi? Contatevi», ha ammonito l’assessore Alessandra De Paola).

Sono andati in scena alle Terme Excelsior gli “stati generali del turismo”, annuale appuntamento organizzato dall’assessorato al ramo. All’incontro – “Sharing Montecatini Terme, azioni e prospettive per il turismo della città e dell’area territoriale” – erano presenti istituzioni, categorie economiche, qualche associazione, alcuni (termine non scelto a caso) albergatori. «In città – ha detto De Paola – ci sono 200 strutture alberghiere ed extralberghiere. Se guardiamo quante ne sono venute oggi si capisce qual è uno dei problemi da affrontare». Ma certo non il solo. Forse quello che più turba i sonni di tanti operatori è il ribaltamento della proporzione tra turismo di prossimità (oggi a quota 65-70%) e di destinazione (30-35%) che penalizza la città.

«Oggi – ha detto l’assessore – accogliamo 11.500 bus turistici all’anno, spesso ne arrivano oltre 50 al giorno, con una permanenza media che, quando va bene, è di mezza giornata. Con questo sistema non ci può essere sostenibilità né economica né ambientale. Ma è ancora il nostro core business e va quindi gestito meglio, a cominciare (e lo stiamo già facendo) dalle tariffazioni d’ingresso, alle aree parcheggio e ai nuovi software di pagamento».

Ma nel medio e lungo periodo si dovrà cercare di “svoltare”. «Quello dei pullman – ha detto ancora De Paola – non potrà essere il nostro unico futuro. Dobbiamo aumentare la quota del turismo di destinazione attraverso le terme, l’enogastronomia e il turismo attivo. Ma ancora mancano un tavolo sulla Valdinievole, la gestione dell’ex Apt, un convention bureau, l’accessibilità a tutte le località del territorio».

Infine, da parte dell’assessore, ancora un appello agli albergatori. «Solo 20 su 200 hanno utilizzato le immagini della Valdinievole da me messe gratuitamente a disposizione, e solo in 15 fanno newsletter. Ma i primi 9 mesi dell’anno dicono che siamo cresciuti del 3,5%: siamo ancora vivi, ma è tempo di investire e di ottenere risultati muovendoci tutti insieme».

Invito subito raccolto sia dal presidente della Provincia Rinaldo Vanni («Sarebbe imperdonabile, ora che la nottata sembra essere passata, adagiarsi sui risultati: dobbiamo essere pronti a fare meglio facendo massa critica contro le insidie portate da altri territori») e dall’assessore al turismo di Pistoia Alessandro Sabella «“Insieme dobbiamo essere in grado di far restare i turisti nel nostro territorio: usciamo ognuno dal proprio guscio e parliamo, così come abbiamo iniziato a fare con Montecatini»). Tra i segmenti sui quali ci sarà da lavorare, dati anche i buoni risultati ottenuti finora, c’è quello del turismo attivo e d’avventura. «Il Senato – ha detto Simona Pallini, responsabile dell’ufficio sport del Comune – ha scelto Montecatini tra le 100 eccellenze italiane per l’arte e lo sport. Ora serve un unico soggetto che coordini le attività a livello territoriale».

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