Il dolore
Consiglio aperto sulla sicurezza: richiesta respinta
Il 3 novembre ci furono troppe offese e aggressioni verbali L’amministrazione propone un percorso partecipativo
3 MINUTI DI LETTURA
MONTECATINI. L’amministrazione comunale dice no a un altro consiglio comunale (stavolta “aperto”) sulla sicurezza, dopo che già in quello precedente le minoranze non avevano avanzato, a suo dire, alcuna proposta sull’argomento. Meglio, casomai, un nuovo percorso partecipativo con cittadini e forze dell’ordine.
«In seguito al consiglio comunale del 3 novembre – si legge in una nota – che ha visto la presenza di un sit in di cittadini proseguito in sala del consiglio per esprimere solidarietà al giovane aggredito di ritorno da una discoteca, l’amministrazione esprime alcune considerazioni legate alla conseguente richiesta di un consiglio comunale aperto sulla sicurezza avanzata da alcuni partiti di opposizione, dalla madre del ragazzo e da altri cittadini».
«L’amministrazione – prosegue il comunicato – ha apprezzato l’intento solidale verso il giovane da parte dei suoi coetanei e dei cittadini invitati al sit in da vari promotori, partecipandovi con il sindaco. Ma va rilevato che nel corso del consiglio sono state lanciate offese e aggressioni verbali non degne di una società che vuole dare il giusto esempio di partecipazione civile e di rispetto delle istituzioni ai giovani, che erano lì presenti e sono rimasti spaesati da tanto livore e dalle offese rivolte alle istituzioni».
Il Comune allarga poi il discorso alla sicurezza urbana, «uno dei principali motivi di dibattito politico in tutta Italia: la nostra città non è esente da complesse problematiche, legate a un’abbondante immigrazione concentrata in alcune zone, all’elevato numero di abitazioni disponili per gli affitti e al posizionamento turistico sulla scena nazionale. Amministrazione e consiglieri di maggioranza non intendono negare i problemi e sono impegnati con una serie di attività concrete in collaborazione coi rappresentanti dello Stato ».
Poi l’affondo sul consiglio comunale aperto: «La richiesta non si fonda su una proposta concreta di azioni amministrative e interventi da parte dei firmatari e di conseguenza rappresenta una sorta di secondo tempo rispetto al consiglio comunale straordinario sulla sicurezza, richiesto e ottenuto dalle minoranze in ottobre. Un consiglio durante il quale fu la maggioranza a essere sorpresa dalle poche o nulle proposte ricevute dalla stessa minoranza».
In seguito si è tenuta una nuova riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, alla presenza di prefetto, questore, polizia, carabinieri e polizia municipale.«“Va pur detto – specifica la nota – che le competenze del Comune, e quindi del consiglio comunale, in tema di sicurezza sono estremamente parziali rispetto alla sua trattazione, che riguarda soprattutto le forze dell’ordine. Ma per una strana ironia della sorte il sindaco è esclusivamente chiamato in causa e attaccato (spesso con offese personali) come diretto responsabile di qualsiasi evento negativo».
Infine la proposta: «La partecipazione diretta della cittadinanza alla vita pubblica è una priorità dell’amministrazione, come dimostra il regolamento di recente approvato. Tale strumento, a disposizione di ogni cittadino, elenca tutte le possibilità di favorire una vera partecipazione della cittadinanza e ricorrendo all’articolo 7 (assemblea partecipativa) il consiglio comunale potrebbe concretamente dare voce a tutte le realtà locali e ai cittadini interessati a dare il proprio contributo. A tale processo partecipativo, che non si esaurisce in una sola riunione ma si concretizza in un percorso più articolato, potranno partecipare le realtà istituzionali impegnate nel campo della sicurezza».
«In seguito al consiglio comunale del 3 novembre – si legge in una nota – che ha visto la presenza di un sit in di cittadini proseguito in sala del consiglio per esprimere solidarietà al giovane aggredito di ritorno da una discoteca, l’amministrazione esprime alcune considerazioni legate alla conseguente richiesta di un consiglio comunale aperto sulla sicurezza avanzata da alcuni partiti di opposizione, dalla madre del ragazzo e da altri cittadini».
«L’amministrazione – prosegue il comunicato – ha apprezzato l’intento solidale verso il giovane da parte dei suoi coetanei e dei cittadini invitati al sit in da vari promotori, partecipandovi con il sindaco. Ma va rilevato che nel corso del consiglio sono state lanciate offese e aggressioni verbali non degne di una società che vuole dare il giusto esempio di partecipazione civile e di rispetto delle istituzioni ai giovani, che erano lì presenti e sono rimasti spaesati da tanto livore e dalle offese rivolte alle istituzioni».
Il Comune allarga poi il discorso alla sicurezza urbana, «uno dei principali motivi di dibattito politico in tutta Italia: la nostra città non è esente da complesse problematiche, legate a un’abbondante immigrazione concentrata in alcune zone, all’elevato numero di abitazioni disponili per gli affitti e al posizionamento turistico sulla scena nazionale. Amministrazione e consiglieri di maggioranza non intendono negare i problemi e sono impegnati con una serie di attività concrete in collaborazione coi rappresentanti dello Stato ».
Poi l’affondo sul consiglio comunale aperto: «La richiesta non si fonda su una proposta concreta di azioni amministrative e interventi da parte dei firmatari e di conseguenza rappresenta una sorta di secondo tempo rispetto al consiglio comunale straordinario sulla sicurezza, richiesto e ottenuto dalle minoranze in ottobre. Un consiglio durante il quale fu la maggioranza a essere sorpresa dalle poche o nulle proposte ricevute dalla stessa minoranza».
In seguito si è tenuta una nuova riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, alla presenza di prefetto, questore, polizia, carabinieri e polizia municipale.«“Va pur detto – specifica la nota – che le competenze del Comune, e quindi del consiglio comunale, in tema di sicurezza sono estremamente parziali rispetto alla sua trattazione, che riguarda soprattutto le forze dell’ordine. Ma per una strana ironia della sorte il sindaco è esclusivamente chiamato in causa e attaccato (spesso con offese personali) come diretto responsabile di qualsiasi evento negativo».
Infine la proposta: «La partecipazione diretta della cittadinanza alla vita pubblica è una priorità dell’amministrazione, come dimostra il regolamento di recente approvato. Tale strumento, a disposizione di ogni cittadino, elenca tutte le possibilità di favorire una vera partecipazione della cittadinanza e ricorrendo all’articolo 7 (assemblea partecipativa) il consiglio comunale potrebbe concretamente dare voce a tutte le realtà locali e ai cittadini interessati a dare il proprio contributo. A tale processo partecipativo, che non si esaurisce in una sola riunione ma si concretizza in un percorso più articolato, potranno partecipare le realtà istituzionali impegnate nel campo della sicurezza».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
