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Corelli deluso da Michelin: «Meritavamo la 2ª stella»

Martina Trivigno
Lo chef Igles Corelli all’interno del suo ristorante “Atman” (Foto Nucci)
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Lo chef Igles Corelli all’interno del suo ristorante “Atman” (Foto Nucci)

Lo chef titolare di Atman ricorda tutti gli investimenti fatti dall’apertura nel 2015 a Villa Rospigliosi di Lamporecchio. «Ora dovremo riflettere, il nostro progetto è messo a rischio»

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LAMPORECCHIO. «Ci speravamo, nella seconda stella Michelin. E non averla ottenuta, nemmeno quest’anno, mette a rischio il progetto per cui stiamo lavorando, con grande impegno e spirito di sacrificio, da più di due anni e mezzo. da quando Atman è arrivato a Villa Rospigliosi di Lamporecchio» . Un obiettivo ambizioso, quello del maestro della cucina circolare Igles Corelli; ma non impossibile, considerando lo standard qualitativo di Atman: ottenere tre stelle in sei anni.

Ma, negli ultimi due, nessun riconoscimento è arrivato dalla prestigiosa guida francese. E, a questo punto, una riflessione è d’obbligo. È trascorso quasi un mese da quando, il 16 novembre scorso, al Teatro Regio di Parma, è stata presentata la Guida Michelin Italia 2018. «Una delle più attendibili e serie del panorama gastronomico nazionale» , precisa Corelli. Che, nella sua ultra quarantennale carriera, di stelle Michelin ne ha ottenute ben cinque (tutte rigorosamente tatuate sul suo avambraccio destro). L’ultima risale al 2015 quando - a soli sette mesi dall’apertura del suo ristorante all’interno del capolavoro architettonico del ’600 ideato da Gian Lorenzo Bernini - arrivò l’ambito riconoscimento, simbolo distintivo della miglior qualità culinaria. Ma ora, da troppo tempo, in quella direzione tutto tace. E visto che il 2018 è ormai alle porte, per chef Corelli è tempo di bilanci.

La villa costruita per papa Clemente IX, al secolo Giulio Rospigliosi, ora brilla di luce propria, dopo un profondo e quasi integrale restauro, fortemente voluto dalla proprietà, la Febo srl. E anche le quattro sontuose suite, nel piano ammezzato della villa, stanno accogliendo già da tempo gli ospiti. «Anche per il ristorante – aggiunge – sono stati fatti investimenti importanti per renderlo sempre più all’avanguardia; in termini di strumenti tecnologici, senza mai tralasciare la tradizione. E uno sforzo importante è stato compiuto per ampliare le etichette del vino nella nostra cantina. Al momento sono 1.300» .

E Corelli, nel corso della sua riflessione, spezza anche una lancia a favore del collega Carlo Cracco, noto volto televisivo di Sky, depauperato di una stella. Tra le motivazioni di questa scelta potrebbero esserci proprio le troppo frequenti apparizioni di Cracco in tv. Che lo allontanerebbero, giocoforza, dal sua postazione in cucina. «Il messaggio che il direttore di Michelin Italia, Sergio Lovrinovich, ha voluto lanciare – prosegue Corelli – è molto forte. È come se dicesse, infatti, che i cuochi devono stare solo in cucina. Se un cuoco fosse colto in fallo, sarebbe giusto privarlo di un così importante riconoscimento. Ma se le ragioni fossero altre, sono dubbioso che questa strategia sia quella giusta» .

«Noi chef – aggiunge il maestro – se viaggiamo per il mondo, lo facciamo per ampliare ancora di più le nostre conoscenze e acquisire un maggior bagaglio di esperienza da trasferire, poi, ai nostri collaboratori. L’importante, però, è poter contare sulla propria brigata, in grado di mandare avanti il ristorante».

«Da parte nostra – conclude Corelli – la seconda stella Michelin ci aprirebbe a un pubblico più consono a Villa Rospigliosi. Adesso non resta che fare un bilancio. E decidere, ad anno nuovo, se continuare a mirare sempre più in alto, investendo maggiori risorse e innalzando ancora di più il nostro livello qualitativo» .


 

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