Il dolore
ponte buggianese
Tentata rapina, caccia al basista
Scene da film al ristorante con il bandito che insegue la sua vittima
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PONTE BUGGIANESE. Avevano programmato tutto. Un lavoretto facile e pulito. Ma non avevano messo nel conto la reazione della loro vittima. Così la rapina ai danni di un grossista di pesce, giovedì mattina al ristorante Meucci di Ponte Buggianese, è fallita. Ma solo dopo un drammatico inseguimento all’interno del locale, dove il bandito, pistola alla mano, ha dato la caccia al suo obiettivo, che proprio nelle cucine del ristorante era andato a nascondersi. Un tentativo di rapina ancora da chiarire in tutti i suoi particolari, ma da quello che si è saputo, grazie anche alle testimonianze dei presenti, abbastanza chiaro nella sua dinamica.
Dunque erano le 13,30 circa quando il grossista è arrivato al ristorante Meucci di corso Matteotti per delle consegne. Vicino all’ingresso c’è un piccolo parcheggio, dove il fornitore posteggia sempre la sua auto. Ma la sua piazzola preferita era occupata da uno scooter con due uomini seduti sulla sella. Lui ha trovato posto accanto ed è sceso. Ed è in quel momento che uno dei due gli si è avvicinato e ha tirato fuori la pistola. A questo punto i racconti divergono. C’è chi dice che il bandito gli ha puntato contro l’arma e chi invece che lo ha affiancato puntandogliela poi alla schiena. «Dammil il marsupio», ha ordinato il rapinatore alla sua vittima. Ma l’uomo, che in passato ha già subito una rapina simile, stavolta non ha ubbidito. E con grande sangue freddo ha allontanato il suo aggressore ed è corso subito dentro il locale.
Il bandito, sorpreso dalla reazione, non ha però mollato l’osso e anche lui si è infilato nel ristorante. I clienti che stavano pasteggiando a quel punto sono stati spettatori di una scena da film, con un uomo che correva fra i tavoli, infilandosi poi nelle cucine, e subito dopo un altro che lo inseguiva con una pistola in mano. Il commerciante alla fine si è nascosto in un magazzino, mentre il suo inseguitore, arrivato in cucina e rendendosi conto che c’erano solo gli addetti, ha chiesto al personale di dirgli dove era finito. Chef e aiutanti non hanno saputo rispondere, e allora è uscito nel giardino per controllare che non stesse scappando. Quindi, è tornato sui suoi passi ed è rientrato nel salone, ha dato un’altra occhiata e alla fine ha deciso di uscire, rendendosi conto che continuare la sua “caccia” sarebbe stato troppo rischioso. Fine del film.
Avvertiti, sul posto sono arrivati i carabinieri. Hanno avviato le ricerche nella zona ma inutilmente. Ora si tratta di capire dalle testimonianze se possono emergere elementi utili. Di certo c’è che il colpo era stato pianificato, a quanto pare seguendo la traccia di una rapina precedente. I due conoscevano le abitudini del grossista, sapevano a che ora e dove parcheggia, ed erano a conoscenza che porta con sé un marsupio con i soldi. Un lavoro pianificato solo grazie all’aiuto di qualche basista. E da qui che possono partire le indagini.
Dunque erano le 13,30 circa quando il grossista è arrivato al ristorante Meucci di corso Matteotti per delle consegne. Vicino all’ingresso c’è un piccolo parcheggio, dove il fornitore posteggia sempre la sua auto. Ma la sua piazzola preferita era occupata da uno scooter con due uomini seduti sulla sella. Lui ha trovato posto accanto ed è sceso. Ed è in quel momento che uno dei due gli si è avvicinato e ha tirato fuori la pistola. A questo punto i racconti divergono. C’è chi dice che il bandito gli ha puntato contro l’arma e chi invece che lo ha affiancato puntandogliela poi alla schiena. «Dammil il marsupio», ha ordinato il rapinatore alla sua vittima. Ma l’uomo, che in passato ha già subito una rapina simile, stavolta non ha ubbidito. E con grande sangue freddo ha allontanato il suo aggressore ed è corso subito dentro il locale.
Il bandito, sorpreso dalla reazione, non ha però mollato l’osso e anche lui si è infilato nel ristorante. I clienti che stavano pasteggiando a quel punto sono stati spettatori di una scena da film, con un uomo che correva fra i tavoli, infilandosi poi nelle cucine, e subito dopo un altro che lo inseguiva con una pistola in mano. Il commerciante alla fine si è nascosto in un magazzino, mentre il suo inseguitore, arrivato in cucina e rendendosi conto che c’erano solo gli addetti, ha chiesto al personale di dirgli dove era finito. Chef e aiutanti non hanno saputo rispondere, e allora è uscito nel giardino per controllare che non stesse scappando. Quindi, è tornato sui suoi passi ed è rientrato nel salone, ha dato un’altra occhiata e alla fine ha deciso di uscire, rendendosi conto che continuare la sua “caccia” sarebbe stato troppo rischioso. Fine del film.
Avvertiti, sul posto sono arrivati i carabinieri. Hanno avviato le ricerche nella zona ma inutilmente. Ora si tratta di capire dalle testimonianze se possono emergere elementi utili. Di certo c’è che il colpo era stato pianificato, a quanto pare seguendo la traccia di una rapina precedente. I due conoscevano le abitudini del grossista, sapevano a che ora e dove parcheggia, ed erano a conoscenza che porta con sé un marsupio con i soldi. Un lavoro pianificato solo grazie all’aiuto di qualche basista. E da qui che possono partire le indagini.
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