Sicurezza
Bike sharing carente, parola agli avvocati
di David Meccoli
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Una postazione di “Montecatini-in-bici”: questa è sul viale Verdi; a destra l’assessore Franco PazzagliniIl Comune di Montecatini vuole un servizio più efficiente dopo lo stop di 15 giorni. Donzelli (FdI): «Soldi sprecati per mancata vigilanza»
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MONTECATINI. Non solo una concezione del servizio obsoleta e ormai ampiamente sorpassata dal “flusso libero” (a Firenze e, presto, anche a Viareggio si può prendere e lasciare le bici in qualsiasi punto del centro, bypassando il sistema delle ciclostazioni), ma anche complicata: alzi la mano chi saprebbe spiegare esattamente come si fa a noleggiare un mezzo, bici o auto elettrica che sia (e figuriamoci cosa ci potrà mai capirci uno straniero). Il bike sharing, ormai è innegabile, è entrato in crisi per come è stato concepito a Montecatini. E ora, ciliegina sulla torta, è arrivata anche la sospensione del servizio («Per 10-15 giorni, ma poi dovrà assolutamente riprendere», dice l’assessore ai lavori pubblici Franco Pazzaglini) a causa di almeno 16 episodi tra furti e vandalismi.
I numeri, poi, non sono certo dalla parte di questo servizio. L’azienda ce li ha sempre negati, seppure più volte interpellata, e sono in parte emersi solo lo scorso febbraio in consiglio comunale: in poco più di due anni i noleggi erano stati solamente (ed è lecito pensare che le cose non siano cambiate negli ultimi mesi) 3. 266.
La vicenda è approdata anche in consiglio regionale, con il capogruppo di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli che due mesi fa ha chiesto, senza ottenere risposta: “Con quale criterio il progetto Montecatini in bici è stato finanziato dalla Regione? Perché le bici vennero sostituite dopo appena tre settimane dall’inizio del servizio? Perché non ha mai funzionato?”.
«È una vicenda che lascia più di un dubbio – sottolinea ora Donzelli – perché il servizio non è mai entrato a regime e soprattutto per lo spreco di risorse pubbliche. Non possiamo accettare che 600mila euro di finanziamento per portare il bike sharing a Montecatini siano stati sprecati senza capire chi siano i responsabili di questo fallimento a danno dei cittadini. Si tratta di una grave mancanza da parte delle istituzioni che dovevano vigilare sull’osservanza del contratto e che invece è stato eluso».
Ma il Comune si è già mosso sulla vicenda. «Il servizio offerto – dice l’assessore Pazzaglini – è quello che è. Ci sono stati impegni non rispettati, come le pensiline dei bus mai sottoposte a manutenzione, la scarsità di bici o auto elettriche, la loro dislocazione sbagliata (assenti in certe stazioni, concentrate in altre), la difficoltà nelle procedure di abbonamento. Per questo abbiamo incaricato i nostri uffici legali di intavolare una trattativa con la società di gestione per rilanciare il bike sharing. Mi aspetto che, alla ripresa, si riparta davvero con il piede giusto e che siano loro a spiegarci in che modo».
I numeri, poi, non sono certo dalla parte di questo servizio. L’azienda ce li ha sempre negati, seppure più volte interpellata, e sono in parte emersi solo lo scorso febbraio in consiglio comunale: in poco più di due anni i noleggi erano stati solamente (ed è lecito pensare che le cose non siano cambiate negli ultimi mesi) 3. 266.
La vicenda è approdata anche in consiglio regionale, con il capogruppo di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli che due mesi fa ha chiesto, senza ottenere risposta: “Con quale criterio il progetto Montecatini in bici è stato finanziato dalla Regione? Perché le bici vennero sostituite dopo appena tre settimane dall’inizio del servizio? Perché non ha mai funzionato?”.
«È una vicenda che lascia più di un dubbio – sottolinea ora Donzelli – perché il servizio non è mai entrato a regime e soprattutto per lo spreco di risorse pubbliche. Non possiamo accettare che 600mila euro di finanziamento per portare il bike sharing a Montecatini siano stati sprecati senza capire chi siano i responsabili di questo fallimento a danno dei cittadini. Si tratta di una grave mancanza da parte delle istituzioni che dovevano vigilare sull’osservanza del contratto e che invece è stato eluso».
Ma il Comune si è già mosso sulla vicenda. «Il servizio offerto – dice l’assessore Pazzaglini – è quello che è. Ci sono stati impegni non rispettati, come le pensiline dei bus mai sottoposte a manutenzione, la scarsità di bici o auto elettriche, la loro dislocazione sbagliata (assenti in certe stazioni, concentrate in altre), la difficoltà nelle procedure di abbonamento. Per questo abbiamo incaricato i nostri uffici legali di intavolare una trattativa con la società di gestione per rilanciare il bike sharing. Mi aspetto che, alla ripresa, si riparta davvero con il piede giusto e che siano loro a spiegarci in che modo».
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