Sicurezza
Antonucci, lo psicanalista contro i manicomi
All’Imperiale il docufilm che darà via a un progetto del Salutati a favore dell’inclusione sociale
2 MINUTI DI LETTURA
MONTECATINI. La vita dello psicanalista Giorgio Antonucci raccontata in un docu-film, dal quale gli studenti del liceo Salutati prenderanno poi ispirazione per dare vita a un progetto cinematografico da realizzarsi, nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro, in collaborazione con il festival dei corti Misff. Stamani, a partire dalle 9 al cinema Imperiale, in occasione della Giornata nazionale della salute mentale, si terrà un convegno e la proiezione del docu-film sulla vita di Antonucci “Se mi ascolti e mi credi”, del regista fiorentino Alberto Cavallini (trasmesso per la prima volta da Rai Storia lo scorso giugno). In platea anche gli studenti del liceo per omaggiare la memoria del medico scomparso lo scorso 18 novembre. Un film peraltro che ha mosso i suoi primi passi proprio a Montecatini, dove alle scuole Pascoli è stata ricostruita l’aula del liceo fiorentino dove Antonucci iniziò (era il 1949) a prendere coscienza della sua futura “missione” (quella di aiutare le persone con disagio mentale), che lo accompagnerà per tutta la vita. «Senza di lui – commenta il sindaco Giuseppe Bellandi – si parlerebbe ancora di manicomi, anziché di inclusione sociale». Il regista Cavallini ha detto di aver cercato di raccontare il personale approccio di Antonucci verso la salute mentale, senza pregiudizi e «forse anche in maniera più leggera di quanto sia stata in realtà la sua esperienza nelle strutture di cura». Il presidente del Missf, Marcello Zeppi, dopo aver raccontato i continui legami esistenti tra il mondo del cinema e la psicanalisi (da “Shining” fino ai grandi classici comici) ha illustrato il percorso che seguirà assieme agli studenti del liceo. «Racconteremo – ha detto – le attività svolte nel Centro di salute mentale di Montecatini, comunicando le buone pratiche che vi vengono svolte». «Un progetto – ha detto il direttore dello stesso Centro, Vito D’Anza – in cui i protagonisti racconteranno direttamente la loro follia».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
