Sicurezza
tentato omicidio di via indipendenza
«Ho perso la testa per le sue avances e allora l’ho colpito»
MONTECATINI. «Mi ha fatto quella proposta e sono andato fuori di testa. L’ho colpito con il coltello, due volte, e poi con i pugni, in faccia. Non mi avevano mai fatto una proposta del genere...».Ha...
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MONTECATINI. «Mi ha fatto quella proposta e sono andato fuori di testa. L’ho colpito con il coltello, due volte, e poi con i pugni, in faccia. Non mi avevano mai fatto una proposta del genere...».
Ha confermato tutto anche davanti al gip Marsel Selko, il 23enne albanese che giovedì della scorsa settimana, in un appartamento di Montecatini, ha picchiato e ferito con un coltello un pensionato di 87 anni. Per poi, temendo di averlo ucciso, raggiungere, coperto di sangue, la vicina caserma dei carabinieri di via Tripoli per chiedere aiuto. Accusato di tentato omicidio, nel corso dell’interrogatorio di garanzia nel carcere di Pistoia, il giovane – clandestino, viveva a casa dello zio a Ponte Buggianese – ha praticamente ripetuto ciò che già aveva detto ai carabinieri: che ha perso la testa di fronte alle insistenti e palesi avances sessuali da parte dell’anziano pensionato, conosciuto il giorno prima nei pressi della stazione.
Fatto sta, qualunque sia stata la causa scatenante della furia incontrollabile (la versione del giovane non pare del tutto convincente ai suoi occhi), il giudice delle indagini preliminari Alessandro Buzzegoli ha ritenuto che proprio tale sua sproporzionata reazione sia indice di una personalità fortemente pericolosa, tale da rendere plausibile il rischio che possa commettere altri gravi atti di violenza. Perciò, ritenendo anche che vi sia un concreto pericolo di fuga (trattandosi di uno straniero irregolare sul territorio italiano), dopo aver convalidato l’arresto eseguito dai carabinieri ha applicato a Selko la misura restrittiva della custodia cautelare in carcere: aspetterà dietro le sbarre processo e probabile condanna.
Tornando all’interrogatorio di garanzia di ieri mattina, il giovane albanese ha spiegato che mercoledì 22 si era scambiato il numero di cellulare con l’anziano pensionato, che il giorno dopo lo aveva contattato per incontrarlo. Poi lo aveva invitato a casa sua, dove, dopo aver bevuto un caffè in cucina, si sarebbe avvicinato baciandolo e accarezzandolo, tornando poi alla carica a gesti e parole nonostante fosse stato respinto. A quel punto Selko aveva afferrato dall’acquaio un coltello da cucina e aveva colpito l’anziano – che gli dava le spalle – dietro l’orecchio, con una forza tale da lussargli la mandibola: se la lama non avesse incontrato l’osso, spezzandosi, avrebbe potuto raggiungere carotide e giugulare. Con un effetto letale. (m.d.)
Ha confermato tutto anche davanti al gip Marsel Selko, il 23enne albanese che giovedì della scorsa settimana, in un appartamento di Montecatini, ha picchiato e ferito con un coltello un pensionato di 87 anni. Per poi, temendo di averlo ucciso, raggiungere, coperto di sangue, la vicina caserma dei carabinieri di via Tripoli per chiedere aiuto. Accusato di tentato omicidio, nel corso dell’interrogatorio di garanzia nel carcere di Pistoia, il giovane – clandestino, viveva a casa dello zio a Ponte Buggianese – ha praticamente ripetuto ciò che già aveva detto ai carabinieri: che ha perso la testa di fronte alle insistenti e palesi avances sessuali da parte dell’anziano pensionato, conosciuto il giorno prima nei pressi della stazione.
Fatto sta, qualunque sia stata la causa scatenante della furia incontrollabile (la versione del giovane non pare del tutto convincente ai suoi occhi), il giudice delle indagini preliminari Alessandro Buzzegoli ha ritenuto che proprio tale sua sproporzionata reazione sia indice di una personalità fortemente pericolosa, tale da rendere plausibile il rischio che possa commettere altri gravi atti di violenza. Perciò, ritenendo anche che vi sia un concreto pericolo di fuga (trattandosi di uno straniero irregolare sul territorio italiano), dopo aver convalidato l’arresto eseguito dai carabinieri ha applicato a Selko la misura restrittiva della custodia cautelare in carcere: aspetterà dietro le sbarre processo e probabile condanna.
Tornando all’interrogatorio di garanzia di ieri mattina, il giovane albanese ha spiegato che mercoledì 22 si era scambiato il numero di cellulare con l’anziano pensionato, che il giorno dopo lo aveva contattato per incontrarlo. Poi lo aveva invitato a casa sua, dove, dopo aver bevuto un caffè in cucina, si sarebbe avvicinato baciandolo e accarezzandolo, tornando poi alla carica a gesti e parole nonostante fosse stato respinto. A quel punto Selko aveva afferrato dall’acquaio un coltello da cucina e aveva colpito l’anziano – che gli dava le spalle – dietro l’orecchio, con una forza tale da lussargli la mandibola: se la lama non avesse incontrato l’osso, spezzandosi, avrebbe potuto raggiungere carotide e giugulare. Con un effetto letale. (m.d.)
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