La protesta
Spiega il perché dell’aggressione il giovane arrestato per tentato omicidio
Montecatini, nessun tentativo di rapina in via Indipendenza: forse delle avances troppo insistenti all’origine dell’incontrollabile violenza
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MONTECATINI. Una coltellata inferta con una forza tale da lussare la mandibola. E che, se la lama non avesse incontrato l’osso, spezzandosi, avrebbe potuto raggiungere carotide e giugulare. Con un effetto letale. È stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio Marsel Selko, il 23enne albanese che giovedì pomeriggio, in un appartamento di Montecatini, ha picchiato e ferito con un coltello un pensionato di 87 anni. Per poi, temendo di averlo ucciso, raggiungere, coperto di sangue, la vicina caserma dei carabinieri di via Tripoli per chiedere aiuto.
L’anziana vittima si trova adesso ricoverato all’ospedale di Pescia. Non è in pericolo di vita, ma oltre alla ferita sotto l’orecchio sinistro, ha riportato la frattura di un’orbita oculare e l’infrazione del collo del femore sinistro. Una prognosi di 40 giorni quella stilata al momento dai medici.
Per quanto riguarda ciò che ha scatenato l’ira incontrollabile del giovane albanese, che è domiciliato a Ponte Buggianese, non vi sono certezze. Sicuramente non si è trattato di un tentativo di rapina da parte di uno sconosciuto che lo ha seguito fino a casa, come ha inizialmente detto ai soccorritori il pensionato. Come riscontrato dalle tracce rimaste sui cellulari delle telefonate intercorse fra i due quello stesso pomeriggio, infatti vittima ed aggressore si conoscevano. Dal giorno prima ha detto Marsel Selko. Che – come da lui subito dichiarato ai carabinieri – avrebbe perso la testa di fronte alle insistenti e palesi avances da parte dell’87enne.
Fatto sta che il giovane, su disposizione della pm Linda Gambassi, è stato portato nel carcere di Pistoia, dove lunedì mattina sarà interrogato dal gip del tribunale.
Ai militari della Compagnia di Montecatini, Selko ha raccontato di aver conosciuto il pensionato mercoledì pomeriggio nei pressi della stazione. L’87enne lo aveva avvicinato, chiedendogli cosa facesse lì, come stava, per poi cominciare a parlare del più e del meno, di come lui fosse vecchio e solo, di come avesse bisogno di compagnia. E poi lo aveva invitato a casa. Il giovane gli aveva risposto che aveva un impegno, ma un’altra volta sarebbe andato volentieri a fargli un po’ di compagnia. A quel punto c’era stato lo scambio dei numeri di cellulare e i due si erano salutati.
Il giovane albanese ha raccontato quindi che il giorno dopo, quello dell’aggressione, il pensionato gli ha telefonato un paio di volte, chiedendogli se si potevano vedere. E si erano dati appuntamento alla stazione. Selko era arrivato con un po’ di ritardo e l’87enne perciò lo aveva richiamato, per sapere dove fosse: tutte telefonate poi rimaste nella memoria dei due cellulari.
Appena si erano incontrati, il pensionato l’aveva invitato a casa, per un caffè. Ed è stato quando i due erano in cucina che ci sarebbero state le avanches.
Di fronte all’insistenza del pensionato, Selko, avrebbe perso la testa. Ha raccontato ai carabinieri di aver afferrato un coltello da cucina dal tavolo e di averlo colpito. E quando la lama si era spezzata, di averlo preso a pugni in faccia. L’anziano, pieno di sangue, si era accasciato a terra, chiedendo aiuto, mentre lui, terrorizzato, era scappato in strada per raggiungere la vicina caserma e portare i carabinieri fino all’appartamento di via Indipendenza.
Lì l’87enne pensionato era seduto sul pavimento della cucina, contro il termosifone, in un lago di sangue.
Massimo Donati
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
L’anziana vittima si trova adesso ricoverato all’ospedale di Pescia. Non è in pericolo di vita, ma oltre alla ferita sotto l’orecchio sinistro, ha riportato la frattura di un’orbita oculare e l’infrazione del collo del femore sinistro. Una prognosi di 40 giorni quella stilata al momento dai medici.
Per quanto riguarda ciò che ha scatenato l’ira incontrollabile del giovane albanese, che è domiciliato a Ponte Buggianese, non vi sono certezze. Sicuramente non si è trattato di un tentativo di rapina da parte di uno sconosciuto che lo ha seguito fino a casa, come ha inizialmente detto ai soccorritori il pensionato. Come riscontrato dalle tracce rimaste sui cellulari delle telefonate intercorse fra i due quello stesso pomeriggio, infatti vittima ed aggressore si conoscevano. Dal giorno prima ha detto Marsel Selko. Che – come da lui subito dichiarato ai carabinieri – avrebbe perso la testa di fronte alle insistenti e palesi avances da parte dell’87enne.
Fatto sta che il giovane, su disposizione della pm Linda Gambassi, è stato portato nel carcere di Pistoia, dove lunedì mattina sarà interrogato dal gip del tribunale.
Ai militari della Compagnia di Montecatini, Selko ha raccontato di aver conosciuto il pensionato mercoledì pomeriggio nei pressi della stazione. L’87enne lo aveva avvicinato, chiedendogli cosa facesse lì, come stava, per poi cominciare a parlare del più e del meno, di come lui fosse vecchio e solo, di come avesse bisogno di compagnia. E poi lo aveva invitato a casa. Il giovane gli aveva risposto che aveva un impegno, ma un’altra volta sarebbe andato volentieri a fargli un po’ di compagnia. A quel punto c’era stato lo scambio dei numeri di cellulare e i due si erano salutati.
Il giovane albanese ha raccontato quindi che il giorno dopo, quello dell’aggressione, il pensionato gli ha telefonato un paio di volte, chiedendogli se si potevano vedere. E si erano dati appuntamento alla stazione. Selko era arrivato con un po’ di ritardo e l’87enne perciò lo aveva richiamato, per sapere dove fosse: tutte telefonate poi rimaste nella memoria dei due cellulari.
Appena si erano incontrati, il pensionato l’aveva invitato a casa, per un caffè. Ed è stato quando i due erano in cucina che ci sarebbero state le avanches.
Di fronte all’insistenza del pensionato, Selko, avrebbe perso la testa. Ha raccontato ai carabinieri di aver afferrato un coltello da cucina dal tavolo e di averlo colpito. E quando la lama si era spezzata, di averlo preso a pugni in faccia. L’anziano, pieno di sangue, si era accasciato a terra, chiedendo aiuto, mentre lui, terrorizzato, era scappato in strada per raggiungere la vicina caserma e portare i carabinieri fino all’appartamento di via Indipendenza.
Lì l’87enne pensionato era seduto sul pavimento della cucina, contro il termosifone, in un lago di sangue.
Massimo Donati
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