Sicurezza
Il consiglio si ritrova senza numero legale
Monsummano, la seduta di lunedì salta e il presidente ricorre alla seconda convocazione. La maggioranza ha numeri risicati
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MONSUMMANO. C’era da aspettarselo, ma nonostante questo le reazioni sono tutt’altro che morbide. Salta per mancanza del numero legale (la metà più uno, quindi 8 su 15 rappresentanti) la prima convocazione del consiglio comunale, che era in programma lunedì. Rapida mossa del presidente consiliare: fissare una seconda convocazione per il giorno dopo, cioè ieri, trucco che ha permesso il normale svolgimento dell’assemblea, che in questi casi richiede un numero legale pari a 6 (1/3 più uno).
Tuonano com’è evidente le opposizioni. «C’è l’impossibilità da parte della maggioranza di poter governare con serenità la città – scrive Monsummano Bene Comune – sarebbe doveroso che l’amministrazione ne prendesse atto e che la maggioranza tutta si dimettesse per andare a nuove elezioni. Per la prima volta il presidente del consiglio ha tirato fuori la carta della seconda convocazione che abbassa indecentemente il quorum necessario ad appena 6 consiglieri su un consiglio comunale che dopo le elezioni ne contava ben 17 (sindaco compreso) e con un numero minimo necessario di 9 componenti. Una mossa fatta su misura solo per venire incontro alle necessità di una maggioranza farlocca e che sottolinea la parzialità di una figura che invece dovrebbe fungere da arbitro. Se fossimo di fronte a soggetti con un minimo di dignità politica e non annebbiati dalla sete di arrivismo personale, il consiglio comunale dovrebbe essere sciolto senza indugi».
Il clima d’incertezza è dovuto alle dimissioni dalla carica di consigliere – avvenute a metà ottobre – dell’allora capogruppo Pd Serena Recenti e a distanza di qualche giorno della collega di schieramento Maria De Rosa. Due defezioni e nessun rimpiazzo: surroga impossibile per l’esaurimento della lista di candidati Pd presentata alle amministrative 2014, e neppure sono potuti venire in soccorso gli altri partiti della coalizione, visto che tre anni fa non sono riusciti a superare il necessario quorum per proporre degli eletti. Dunque la maggioranza traballa e può contare oggi su 8 voti (fino a un mese fa erano 10) più quello del sindaco, contro i 6 espressione dei tre gruppi di minoranza.
Lunedì gli scricchiolii sono venuti a galla: erano assenti per motivi personali due esponenti Pd, le opposizioni hanno deciso di rinunciare al gettone di presenza e così alla conta non si superavano i 7 consiglieri. Un numero troppo basso per iniziare i lavori. La protesta è proseguita ieri sera, quando nella saletta di fianco al teatro Montand non si sono presentati Marco Conti e Alessandro Bianchini, esponenti di Monsummano Bene Comune. Sul tavolo della discussione c’era tra l’altro un argomento piuttosto importante: l’approvazione definitiva del piano attuativo per la nuova zona commerciale di Cintolese. Una decisione che segnerà il futuro presa da qualche eletto.
Luca Signorini
Tuonano com’è evidente le opposizioni. «C’è l’impossibilità da parte della maggioranza di poter governare con serenità la città – scrive Monsummano Bene Comune – sarebbe doveroso che l’amministrazione ne prendesse atto e che la maggioranza tutta si dimettesse per andare a nuove elezioni. Per la prima volta il presidente del consiglio ha tirato fuori la carta della seconda convocazione che abbassa indecentemente il quorum necessario ad appena 6 consiglieri su un consiglio comunale che dopo le elezioni ne contava ben 17 (sindaco compreso) e con un numero minimo necessario di 9 componenti. Una mossa fatta su misura solo per venire incontro alle necessità di una maggioranza farlocca e che sottolinea la parzialità di una figura che invece dovrebbe fungere da arbitro. Se fossimo di fronte a soggetti con un minimo di dignità politica e non annebbiati dalla sete di arrivismo personale, il consiglio comunale dovrebbe essere sciolto senza indugi».
Il clima d’incertezza è dovuto alle dimissioni dalla carica di consigliere – avvenute a metà ottobre – dell’allora capogruppo Pd Serena Recenti e a distanza di qualche giorno della collega di schieramento Maria De Rosa. Due defezioni e nessun rimpiazzo: surroga impossibile per l’esaurimento della lista di candidati Pd presentata alle amministrative 2014, e neppure sono potuti venire in soccorso gli altri partiti della coalizione, visto che tre anni fa non sono riusciti a superare il necessario quorum per proporre degli eletti. Dunque la maggioranza traballa e può contare oggi su 8 voti (fino a un mese fa erano 10) più quello del sindaco, contro i 6 espressione dei tre gruppi di minoranza.
Lunedì gli scricchiolii sono venuti a galla: erano assenti per motivi personali due esponenti Pd, le opposizioni hanno deciso di rinunciare al gettone di presenza e così alla conta non si superavano i 7 consiglieri. Un numero troppo basso per iniziare i lavori. La protesta è proseguita ieri sera, quando nella saletta di fianco al teatro Montand non si sono presentati Marco Conti e Alessandro Bianchini, esponenti di Monsummano Bene Comune. Sul tavolo della discussione c’era tra l’altro un argomento piuttosto importante: l’approvazione definitiva del piano attuativo per la nuova zona commerciale di Cintolese. Una decisione che segnerà il futuro presa da qualche eletto.
Luca Signorini
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