Attenzione
In San Francesco l’addio all’infermiere
Commozione ai funerali di Pietro Casciello, morto a Careggi cinque giorni dopo l’incidente a Pescia
2 MINUTI DI LETTURA
PESCIA. Il cordoglio di un’intera comunità; e l’affetto di moltissimi parenti e amici. Che, ieri pomeriggio, hanno riempito la chiesa di San Francesco, a Pescia. Per rendere l’estremo saluto a Pietro Casciello, il 39enne infermiere di Uzzano scomparso nella notte di giovedì scorso. Troppo gravi le lesioni riportate a seguito di un incidente stradale all’alba di sabato 11 novembre. Ha lottato, Pietro, per cinque lunghi giorni, all’ospedale di Careggi, a Firenze. Ma, alla fine, non ce l’ha fatta. Una vita all’insegna della generosità, quella del giovane infermiere; una persona stimata e benvoluta da tutti, che ha fatto dell’altruismo una missione di vita: non solo per la professione che svolgeva, ma anche per la sua scelta di donare gli organi. E anche la giovane moglie di Pietro, Giulia Biondi, ha chiesto di onorare il ricordo del marito non con dei fiori, bensì contribuendo alla raccolta fondi a favore dell’ospedale pediatrico Meyer.
Un lungo silenzio ha regnato, ieri, nella chiesa di San Francesco, talvolta rotto da pianti. E non poteva che essere così, dal momento che una giovane vita era stata spezzata. Casciello viaggiava a bordo della sua Fiat Panda quando, a circa trecento metri di distanza dalla porta medicea che introduce nel centro storico della città dei fiori, ha perso il controllo della macchina ed è andato a sbattere contro un palo della luce, abbattendolo. Disperati i tentativi dei soccorsi per salvargli la vita, così come la dura lotta per la sopravvivenza. E, infine, il buio.
Nei ricordi di molti resterà impresso quel lungo, sentito applauso che ha accompagnato il feretro all’uscita dalla chiesa.
Un lungo silenzio ha regnato, ieri, nella chiesa di San Francesco, talvolta rotto da pianti. E non poteva che essere così, dal momento che una giovane vita era stata spezzata. Casciello viaggiava a bordo della sua Fiat Panda quando, a circa trecento metri di distanza dalla porta medicea che introduce nel centro storico della città dei fiori, ha perso il controllo della macchina ed è andato a sbattere contro un palo della luce, abbattendolo. Disperati i tentativi dei soccorsi per salvargli la vita, così come la dura lotta per la sopravvivenza. E, infine, il buio.
Nei ricordi di molti resterà impresso quel lungo, sentito applauso che ha accompagnato il feretro all’uscita dalla chiesa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
