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Picchiata e sequestrata per quattro giorni

Picchiata e sequestrata per quattro giorni

Ragazza di 21 anni liberata grazie a un’indagine lampo dei poliziotti della Squadra mobile. Arrestato uno degli aguzzini

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PONTE BUGGIANESE. Quando ha scorto quegli uomini che, pistola in mano e distintivo al collo, correvano verso di lei, ha capito che il suo incubo era finito. Con il volto segnato dalle botte prese nei sei terribili giorni di prigionia in un appartamento di Ponte Buggianese, in lacrime si è rifugiata tra le loro braccia. A liberare la ragazza dai suoi due aguzzini, sono stati gli investigatori della Squadra mobile di Pistoia, protagonisti di un’indagine lampo che, in sole 48 ore, ha portato all’arresto per sequestro di persona, rapina e lesioni un 31enne marocchino, Abderrazzaq Laamiri, e alla denuncia a piede libero del suo complice, Aziz Chabah, anche lui clandestino marocchino di 31 anni, fuggito prima che ai suoi polsi potessero scattare le manette.

Vittima delle loro violenze, una ragazza di 21 anni, nata in Marocco ma cittadina italiana, residente a Milano: allettata dalla proposta di una breve vacanza in Toscana fattale dal Laamiri (detto “Ciccio”) – con cui la precedente primavera aveva avuto una breve relazione sentimentale – e dal suo amico, si era ritrovata loro prigioniera. Ieri mattina Laamiri è stato interrogato dalla gip del tribunale Patrizia Martucci, che ha convalidato il fermo effettuato dalla polizia, e gli ha applicato la misura della custodia cautelare in carcere, per pericolo di fuga e rischio di reiterazione del reato.

Una volta in salvo, la ragazza – che abita a Milano con i suoi due figlioletti, in casa dei genitori – ha raccontato agli investigatori della Mobile, diretti dal vicequestore Antonio Fusco, ciò che le era accaduto. Un infermo iniziato dopo che, il 4 novembre, aveva accettato di accompagnare il suo ex e l’amico di lui in Toscana: prima in pullman fino a Prato, poi in treno fino ad Altopascio; e da lì, con l’auto di un connazionale, a Ponte Buggianese, nell’appartamento affittato per l’occasione in via Confine di Chiesina. Lì la ragazza ha riallacciato la relazione con il Laamiri e tutto è andato bene fino al 9, quando ha preso il treno per andare a trovare un amico in Liguria, dicendo però che sarebbe andata da un’amica a Milano. Al suo ritorno, sabato 11, i biglietti del treno trovati nella sua borsa dai due amici marocchini, l’avevano però tradita. E la furia di Laamiri, accecato dalla gelosia, si era scatenata: per un’ora aveva continuato a picchiarla, prima da solo e poi con il Chabah, per poi spaccarle il cellulare sulla fronte quando lei, in un attimo di pausa, era riuscita ad andare in bagno per mandare un videomessaggio di aiuto a una sua amica. E dopo averle dato un morso su un seno, il Laamiri le aveva detto che sarebbe rimasta in quell’appartamento fino a quando i segni delle botte non fossero scomparsi: lui e l’amico le avevano perciò preso il passaporto, i 40 euro che aveva nella borsa e le avevano anche strappato dai lobi gli orecchini. E per essere sicuri che non scappasse, le notti successive l’avevano costretta a dormire nel letto fra di loro.

Nella giornata di domenica, la ragazza, recuperata la propria Sim era riuscita, inserendola in un vecchio cellulare trovato in casa, a inviare due messaggi alla sorella, a Milano, spiegandole quello che era successo. E la sorella, la mattina dopo, aveva chiesto aiuto alla polizia. Che una volta individuata grazie ai tabulati la zona da cui provenivano telefonate e messaggi, ha avvertito la Squadra mobile di Pistoia. A quel punto è scattata la caccia, coordinata dal pm Claudio Curreli. Gli investigatori hanno iniziato a setacciare palmo a palmo tutta l’area fra Ponte Buggianese e Chiesina. È stato poco dopo le tre di mercoledì pomeriggio che due pattuglie della Mobile hanno scorto lungo via del Ponte alla Ciliegia la ragazza e Chabah, usciti di casa per andare a fare la spesa. E solo balzati giù dalle auto. Per prima cosa hanno messo al sicura lei, poi hanno cercato di bloccare il 31enne marocchino, che però e fuggito a piedi per i campi.

La ragazza li ha però subito guidati fino all’appartamento di via Confine di Chiesina, giusto in tempo per intercettare Laamiri che, avvertito per telefono dall’amico, si stava apprestando a scappare: alla vista dei poliziotti si è messo a correre ma il suo tentativo di fuga è stato bloccato da tre colpi di pistola sparati in aria a scopo intimidatorio da un ispettore.

La ragazza, accompagnata all’ospedale di Pescia, è stata visitata e giudicata guaribile in 15 giorni per le lesioni subite. Mentre Laamiri è stato sottoposto a fermo di polizia. La caccia al complice prosegue.

Massimo Donati

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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