Sicurezza
Nessuno stop, era tutto previsto
Raddoppio, la sindaca di Pieve replica alle minoranze. Salvatore Parrillo: «Fine lavori a maggio 2020»
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PIEVE A NIEVOLE. Gli operai, con le loro tute arancioni, sono a lavoro: se ne scorgono diversi in zona Colonna, un po’ meno al campo base della Cemes nell’area delle ex Officine Minnetti. Qui – dove sorgerà il cavalcaferrovia con due rotonde, una su via Empolese e l’altra tra la regionale e via Milano – i cancelli del cantiere sono comunque aperti. Nonostante le prescrizioni del Genio Civile rilanciate dai gruppi di opposizione (Movimento 5 Stelle e Centrodestra per Pieve), sembra che le opere del raddoppio ferroviario e della viabilità alternativa proseguano senza intoppi. Lo ha sottolineato anche il sindaco Gilda Diolaiuti nel consiglio comunale di mercoledì sera: «Le minoranze vogliono far passare come uno stop ai lavori una nota che rientra nella normale prassi prevista per legge di un procedimento di questo tipo. Chiarimenti che al Genio abbiamo tra l’altro richiesto noi: è il Comune che ha preteso che tutto fosse considerato a dovere. Il cantiere non è bloccato ma va avanti».
L’ente regionale per la difesa del suolo aveva avanzato dubbi sulla reale tenuta dei terreni e sulla deviazione dei fossi (Tegolaia, Bellintona, Nievolina) nella zona delle ex Minnetti e tra via Bonamici e piazza Ventisette Aprile – dove Rfi ha previsto la costruzione di un sottopasso pedonale scavato sotto i binari – isolato che ha come maggiore criticità una rete fognaria vetusta e danneggiata.
Ancora il sindaco di Pieve: «Grazie alle opere del raddoppio entrambe le aree verranno messe in sicurezza. Venerdì (oggi, ndr) abbiamo un nuovo incontro in questo senso con i tecnici di Rete ferroviaria e della Regione».
Il dibattito al centro sociale si è fatto infuocato e interminabile: quattro tra interrogazioni e mozioni sullo stesso argomento inserite in diversi punti all’ordine del giorno, all’inizio e alla fine della discussione. Visti gli indugi, inevitabili i mugugni del buon pubblico presente in sala, tra cui gli esponenti del Comitato per il territorio che da mesi vanno ripetendo come sia alto il rischio idrogeologico nelle zone scelte per costruire le nuove infrastrutture.
Diolaiuti ha sciolto le riserve per ultima, con le opposizioni che incalzavano. «Il sindaco ha fallito ed è incapace di governare, abbiamo perso tre anni e mezzo, il progetto non è trasparente», ha detto Mario Suzzi, Centrodestra. Poi Roberto Pantani (5 Stelle): «Il tempo passa e non c’è ancora la soluzione migliore per il collegamento nord-sud del territorio. Noi vogliamo collaborare, istituire un tavolo con cittadini e categorie per farci vedere uniti e coesi di fronte a chi deve decidere». Passa un treno, ironia della sorte. Il colpo di teatro: Franco Panzi (Centrodestra) distribuisce ai consiglieri di maggioranza la nota del Genio Civile. «Leggetevela», esclama. Tocca all’assessore ai lavori pubblici Salvatore Parrillo illustrare lo stato dell’arte del mega progetto. Legge da un foglio: «Sulla durata dei lavori non abbiamo notizie diverse da ciò che è indicato nel cronoprogramma». Cioè termine del cantiere nel maggio 2020.
Luca Signorini
L’ente regionale per la difesa del suolo aveva avanzato dubbi sulla reale tenuta dei terreni e sulla deviazione dei fossi (Tegolaia, Bellintona, Nievolina) nella zona delle ex Minnetti e tra via Bonamici e piazza Ventisette Aprile – dove Rfi ha previsto la costruzione di un sottopasso pedonale scavato sotto i binari – isolato che ha come maggiore criticità una rete fognaria vetusta e danneggiata.
Ancora il sindaco di Pieve: «Grazie alle opere del raddoppio entrambe le aree verranno messe in sicurezza. Venerdì (oggi, ndr) abbiamo un nuovo incontro in questo senso con i tecnici di Rete ferroviaria e della Regione».
Il dibattito al centro sociale si è fatto infuocato e interminabile: quattro tra interrogazioni e mozioni sullo stesso argomento inserite in diversi punti all’ordine del giorno, all’inizio e alla fine della discussione. Visti gli indugi, inevitabili i mugugni del buon pubblico presente in sala, tra cui gli esponenti del Comitato per il territorio che da mesi vanno ripetendo come sia alto il rischio idrogeologico nelle zone scelte per costruire le nuove infrastrutture.
Diolaiuti ha sciolto le riserve per ultima, con le opposizioni che incalzavano. «Il sindaco ha fallito ed è incapace di governare, abbiamo perso tre anni e mezzo, il progetto non è trasparente», ha detto Mario Suzzi, Centrodestra. Poi Roberto Pantani (5 Stelle): «Il tempo passa e non c’è ancora la soluzione migliore per il collegamento nord-sud del territorio. Noi vogliamo collaborare, istituire un tavolo con cittadini e categorie per farci vedere uniti e coesi di fronte a chi deve decidere». Passa un treno, ironia della sorte. Il colpo di teatro: Franco Panzi (Centrodestra) distribuisce ai consiglieri di maggioranza la nota del Genio Civile. «Leggetevela», esclama. Tocca all’assessore ai lavori pubblici Salvatore Parrillo illustrare lo stato dell’arte del mega progetto. Legge da un foglio: «Sulla durata dei lavori non abbiamo notizie diverse da ciò che è indicato nel cronoprogramma». Cioè termine del cantiere nel maggio 2020.
Luca Signorini
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