Il Tirreno

Montecatini

Protestano vestiti da uccelli per il centro del Padule

di Marco Sabia
Protestano vestiti da uccelli per il centro del Padule

Un’associazione ambientalista ha organizzato l’iniziativa sotto la Regione I sostenitori saranno muniti di becchi contro la chiusura della struttura di ricerca

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CASTELMARTINI. Sotto le finestre del palazzo del consiglio regionale, per protestare contro la probabile chiusura del centro di ricerca, documentazione e promozione del Padule di Fucecchio. Muniti di becco di cartapesta, perché l’obiettivo – oltre a salvare i posti di lavoro dei due dipendenti – è quello di difendere e tutelare l’aviofauna, che del Padule è il punto forte. L’appuntamento è per martedì prossimo, il 21, dalle 16 alle 19. La partenza, per chi non andrà in macchina, sarà dalla stazione di Pistoia, col treno delle 14.45 circa, per dirigersi poi verso via Cavour, dove ha sede il palazzo dell’ente regionale. Una manifestazione che doveva tenersi martedì ma che è stata rinviata per la concomitante protesta degli ambulanti fra le vie fiorentine. Ci saranno gli “Amici del Padule di Fucecchio” e tutti quelli che in questi mesi – e anni – si sono spesi per difendere le ragioni del centro di ricerca, per il quale le risorse pubbliche negli ultimi anni sono venute a mancare sempre più, così come il sostegno dei Comuni rivieraschi e non. Per questo motivo sul centro e sul futuro lavorativo dei due dipendenti si sono stagliate nuvole a tinte più che fosche. Perché – se non cambia niente – il 31 dicembre 2017 sarà l’ultimo giorno di lavoro per Enrico Zarri e Alessio Bartolini, anime storiche della struttura a Castelmartini. «Andremo là – spiega Simona Petrassi, presidente dell’associazione “Amici del Padule di Fucecchio – per tutelare la fauna che popola il Padule. Per questo motivo abbiamo optato per questo “travestimento” : Inoltre vogliamo aiutare queste due persone, le cui competenze sono note a tutti. Speriamo che da qui alla fine dell’anno si trovi un escamotage o una qualche via alternativa per evitare il licenziamento. Ci piacerebbe parlare con Enrico Rossi, ma per ora rimane irraggiungibile. Noi, comunque, continuiamo a lottare». I sostenitori del centro hanno già raccolto 2000 firme per chiedere il rientro dei Comuni di Larciano e Lamporecchio nell’assemblea del centro; a queste si aggiungono 700 firme, stavolta degli insegnanti, per far sì che non sparisca l’attività didattica fatta grazie al centro di ricerca. Si parla, in vent’anni di iniziative, di circa 75. 000 studenti coinvolti. «Tutte queste firme – sottolinea Petrassi – dimostrano che la gente è al fianco del centro e dei suoi dipendenti. La politica adesso trovi una soluzione». Iniziative che si susseguono l’una all’altra ma che al momento non hanno portato al tanto sospirato risultato. Recentemente la Regione Toscana ha istituito un “Tavolo di confronto sul Padule di Fucecchio” , chiamando i vari portatori di interesse: Provincia di Pistoia, Città Metropolitana di Firenze, consorzio di bonifica 4, Comuni interessati. Questo per parlare di temi quali l’interramento, l’inquinamento, la comparsa di fauna alloctona (nutrie, gamberi della Louisiana) e di specie fortemente invasive quali cinghiali, caprioli e corvidi, oltre alle modalità per la gestione delle aree protette. Il Pd fucecchiese, ad esempio, ha chiesto una riorganizzazione del centro, sostenendo che il centro “non può essere difeso a prescindere” . Insomma, le opinioni divergono e i due fronti rimangono agli antipodi: nel mezzo rimane il centro di ricerca, che da Capodanno 2018 potrebbe essere chiuso col lucchetto, col conseguente licenziamento di Bartolini e Zarri.



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