Gioco
nella rete della burocrazia
Polizia municipale deve pagare la visura al Pra di tasca propria
LAMPORECCHIO. L’auto stava percorrendo via Verdi, a Lamporecchio, quando è stata fermata da una pattuglia della Polizia municipale per un controllo. E l’eccessivo nervosismo del conducente – un uomo...
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LAMPORECCHIO. L’auto stava percorrendo via Verdi, a Lamporecchio, quando è stata fermata da una pattuglia della Polizia municipale per un controllo. E l’eccessivo nervosismo del conducente – un uomo del posto – ha insospettito fin da subito le agenti in servizio. Ma per verificare se il veicolo fosse o meno sottoposto a fermo amministrativo fiscale – e quindi procedere con la sanzione – la polizia municipale è stata costretta a pagare di tasca propria le visure.
Un paradosso messo in luce dal comandante dell’Ufficio unico di Polizia municipale di Lamporecchio e Larciano, Federico Romani, e che la dice lunga sulla nostra burocrazia.
«L’auto – racconta il comandante – era sprovvista della revisione periodica da oltre quattro anni, mentre i passaggi di proprietà non erano stati registrati né comunicati. Ma il nostro personale ha deciso di non fermarsi lì e di avviare le indagini per andare fino in fondo a questa storia».
Le agenti sono quindi andate in un ufficio distaccato del Pubblico registro degli automobilisti (Pra) per chiedere i certificati che indicassero lo status del veicolo. «Ci siamo sentiti chiedere se preferissimo ricevuta o fattura – prosegue Romani – dopo essere stati costretti a sborsare 6 euro per ottenere le visure. Io, quei 6 euro, li ho pagati di tasca mia. Il problema non è la cifra in sè, ma il principio che sta alla base. Noi ci occupiamo di sicurezza, la stessa di cui si occupano tutte le altre forze di polizia. Per questo i certificati, per legge, dovrebbero essere consegnati gratuitamente anche alla Polizia municipale».
Le visure, infatti, sono state determinanti per conoscere il reale stato del veicolo. «Abbiamo così scoperto – conclude il comandante – che il mezzo era sottoposto non a un solo fermo amministrativo fiscale, bensì a due. Il veicolo, dunque, circolava abusivamente, ormai da molto tempo, sulle nostre strade; e probabilmente avrebbe continuato a farlo se non avessimo pagato quei 6 euro».
Per la cronaca, il conducente dovrà pagare una multa molto salata: più di 2. 600 euro. (m.t.)
Un paradosso messo in luce dal comandante dell’Ufficio unico di Polizia municipale di Lamporecchio e Larciano, Federico Romani, e che la dice lunga sulla nostra burocrazia.
«L’auto – racconta il comandante – era sprovvista della revisione periodica da oltre quattro anni, mentre i passaggi di proprietà non erano stati registrati né comunicati. Ma il nostro personale ha deciso di non fermarsi lì e di avviare le indagini per andare fino in fondo a questa storia».
Le agenti sono quindi andate in un ufficio distaccato del Pubblico registro degli automobilisti (Pra) per chiedere i certificati che indicassero lo status del veicolo. «Ci siamo sentiti chiedere se preferissimo ricevuta o fattura – prosegue Romani – dopo essere stati costretti a sborsare 6 euro per ottenere le visure. Io, quei 6 euro, li ho pagati di tasca mia. Il problema non è la cifra in sè, ma il principio che sta alla base. Noi ci occupiamo di sicurezza, la stessa di cui si occupano tutte le altre forze di polizia. Per questo i certificati, per legge, dovrebbero essere consegnati gratuitamente anche alla Polizia municipale».
Le visure, infatti, sono state determinanti per conoscere il reale stato del veicolo. «Abbiamo così scoperto – conclude il comandante – che il mezzo era sottoposto non a un solo fermo amministrativo fiscale, bensì a due. Il veicolo, dunque, circolava abusivamente, ormai da molto tempo, sulle nostre strade; e probabilmente avrebbe continuato a farlo se non avessimo pagato quei 6 euro».
Per la cronaca, il conducente dovrà pagare una multa molto salata: più di 2. 600 euro. (m.t.)
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