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Montecatini

Perseguitava il patron dell’Excalibur: condannata a tre anni

Perseguitava il patron dell’Excalibur: condannata a tre anni

Montecatini: la ex compagna di Walter Vannelli era accusata anche del furto di decine di mobili e oggetti d’antiquariato dalla sua villa

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MONTECATINI. Uno dei personaggi che hanno caratterizzato gli anni d’oro della città delle terme. Di una Montecatini abituata all’intreccio fra la cronaca mondana e quella giudiziara. Questa volta però, nelle stanze del tribunale, ha fatto parlare di sé in veste di vittima l’ex patron del mitico “Excalibur”. Nel processo che si è chiuso lunedì 6 novembre in tribunale a Pistoia, Walter Vannelli, 73 anni, era parte offesa in un processo che ha visto condannare a 3 anni e mezzo di reclusione la sua ex compagna, accusata di atti persecutori, furto, calunnia e lesioni personali. Nei confronti di Krasimira Kavilia Stojanova, 58enne di origini bulgare, il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a 9 anni di reclusione. Per una serie di episodi di stalking commessi, dopo che la loro lunga relazione era finita, nei confronti del noto consulente aziendale e, soprattutto, dell’allora sua nuova compagna, oggi 40enne: molestie, aggressioni, minacce, offese andate avanti dal 2008 al 2011. E che avevano cagionato nelle due vittime un grave stato di ansia e di depressione: da qui l’accusa di lesioni.

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Ma la condanna è stata anche per il reato di furto: secondo l’accusa, l’imputata, fra il febbraio e il settembre 2011, aveva rubato decine di mobili e di oggetti di antiquariato dalla villa di Massa e Cozzile del Vannelli, approfittando del fatto che quest’ultimo di trovava in carcere con l’accusa di bancarotta fraudolenta. In quella casa in cui aveva vissuto con l’ex compagna e che in quei mesi era disabitata, la donna, dopo l’effrazione di alcue serrature delle porte di accesso, aveva fatto portare via statuette di porcellana limoges, stampe, orci antichi, quadri, mobili dell’Ottocento, statue in bronzo, tappeti, biancheria di lusso, arazzi, miniature d’argento del 1700, oggetti di terracotta etruschi e di epoca romana, profumi, orologi di lusso... E 12 pappagalli.

Il pubblico ministero Claudio Currelli aveva chiesto 9 anni di reclusione. Il tribunale però, assolta l’imputata da alcune imputazioni minori (dal porto ingiustificato di un coltello, per prescrizione) e concesse le attenuanti generiche prevalenti, l’ha condannata a una pena più lieve. Oltre che al risarcimento dei danni da definire in sede civile, stabilendo una provvisionale di 10. 000 euro per Vannelli e di 5. 000 per la compagna di allora.

Come detto, Walter Vannelli era il patron dell’Excalibur, il maniero trasformato in discoteca nei primi anni Novanta su un’altura di Montaccolle, lungo la via Marlianese. Nel 1995 e dintorni, le notti dell’Excalibur erano affollate di vip, personaggi illustri che avevano la tessera del club: Alain Delon, Stephanie di Monaco, Paolo Villaggio, Alba Parietti; e anche Marco Columbro, Gabriele Salvatores, Piero Pelù. Prima di arrivare al fallimento, nel ’96, dell’Excalibur Srl, il castello di Montaccolle conobbe gli ultimi momenti di splendore, con la visita del piccolo Buddha, il giovanissimo tibetano Gomo Rimpoce.

Quasi in concomitanza, il primo arresto. Tirato in ballo dal boss Felice Maniero, che lo accusava di essere una “pedina” importante della mafia del Brenta, Vannelli finì in carcere nel luglio 1996. Ci restò sei mesi poi, nel gennaio 1997, la 2ª sezione penale della Corte di Cassazione di Roma accolse il ricorso definendo le accuse di Maniero «genericissime e prive di riscontri». L’11 giugno 1997, il proscioglimento pieno. Nel maggio 2009 patteggia per il crack di una società di moda veneta, accusato di associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta, all’evasione fiscale e al riciclaggio. Nel 2011, un nuovo arresto, per un’altra bancarotta, quella della società cartiera Cdm Paper Group. (m.d.)
 

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