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Un volontariato senza barriere alla Pubblica assistenza

Un volontariato senza barriere alla Pubblica assistenza

MONSUMMANO. Una postazione specializzata per volontari ipovedenti e non vedenti, un centralino adeguato dotato di un computer con funzionalità di ingrandimento e sintesi vocale basata su software...

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MONSUMMANO. Una postazione specializzata per volontari ipovedenti e non vedenti, un centralino adeguato dotato di un computer con funzionalità di ingrandimento e sintesi vocale basata su software Alcatel PimPhony. È la novità, attiva dal mese di ottobre, nella sede di via Mazzini della Pubblica assistenza Monsummanese, che ha potuto acquistare questa nuova tecnologia grazie al contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia.

«L’idea del “Centralino per tutti” è nata dal desiderio di poter offrire ad adulti e giovani con tale deficit sensoriale l’opportunità di poter svolgere mansioni importanti nell’ambito delle nostre attività di volontariato, rivestendo un ruolo sempre più attivo all’interno della nostra comunità», scrive l’associazione.

Spiega Salvatore Puntillo, presidente della Pubblica assistenza di Monsummano: «I ragazzi inseriti, affiancando i nostri dipendenti, potranno beneficiare di un’esperienza altamente formativa dal punto di vista tecnico, acquisendo competenze strumentali e abilità da spendere poi anche nel loro futuro lavorativo e professionale. Gli obiettivi della realizzazione di questo progetto sono soprattutto quelli di integrazione, accoglienza e condivisione a livello emotivo e relazionale all’interno del nostro gruppo di volontari e della cittadinanza».

Nelle prossime settimane inizieranno poi i corsi di formazione per l’utilizzo della strumentazione tecnica e la selezione delle persone interessate a questa esperienza (per informazioni e contatti: 0572-53771/2), alle lezioni si affiancheranno anche una serie di serate di incontri sul tema per la sensibilizzazione e l’informazione su questo argomento delicato.

Chiude nel suo intervento l’associazione di volontariato: «Il nostro ringraziamento è rivolto alla Fondazione Caript per averci dato oltre al contributo economico la possibilità di veder realizzato un nostro sogno di integrazione per tutti i cittadini e la comunità. Tutto questo perché abbiamo avuto modo di credere e di confermare che come ci insegna la volpe alla fine del romanzo “Il Piccolo Principe”, è il nostro cuore, molto più dei nostri occhi, lo strumento che ci è utile per osservare e per comprendere la realtà, gli altri e tutto il mondo che ci circonda». (lu. si.)

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