Toscana
Non ce l’ha fatta la gatta ferita con una fucilata
La gatta era stata colpita da una fucilata con una quarantina di pallini di piombo
LAMPORECCHIO. Non ce l’ha fatta Pallina, la gatta che viveva nella colonia felina di via di Spicchio, a Lamporecchio, bersaglio di una fucilata e colpita da una quarantina di pallini di piombo. Nonostante i disperati tentativi di salvarla, è morta sabato mattina 4 novembre nell’ambulatorio veterinario del dottor Giovanni Giannetti.
Pallina, gatta adulta, viveva nella colonia gestita da “Il Rifugio onlus”, associazione di Lamporecchio che si occupa del soccorso agli animali randagi. E domenica scorsa era stata ritrovata agonizzante nel vialetto della loro abitazione dalla volontaria Claudia Proietti e dal compagno Maurizio Di Tommasi. «La gattina – aveva spiegato Proietti – era quasi morta. È un miracolo che, in quelle terribili condizioni, sia riuscita a trovarci. Lei si fidava di noi. Quando l’abbiamo vista, non ci abbiamo pensato neanche un momento: l’abbiamo presa in braccio e siamo andati in fretta all’ambulatorio veterinario».
Ma purtroppo, nonostante l’impegno del personale medico, Pallina ha smesso di vivere. Troppo gravi e profonde le ferite, procurate da ben quaranta pallini di piombo sparati da un’arma da fuoco che le hanno colpito il torace e anche il cranio, non lasciandole alcuna possibilità di sopravvivere. Un atto efferato che “Il Rifugio onlus” ha anche denunciato ai carabinieri. E nonostante i colpevoli, al momento, non abbiano ancora un volto, la speranza dei membri dell’associazione è che chi ha commesso una simile violenza venga presto rintracciato. «Qualcuno – aveva detto la presidente Luana Ferradini – potrà dire che si tratta soltanto di un gatto e non di un essere umano. Noi, però, condanniamo qualunque forma di violenza, verso chiunque. E invitiamo, se qualcuno avesse visto qualcosa, a segnalarlo alle autorità» .
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
