Il Tirreno

Montecatini

La rabbia della mamma del 18enne picchiato: «Vogliamo sicurezza»

di Pasquale Petrella
La rabbia della mamma del 18enne picchiato: «Vogliamo sicurezza»

Duecento in piazza a Montecatini a fianco della madre del ragazzo rapinato la notte di Halloween: contestazione al sindaco e consiglio comunale viene sospeso per mezz’ora

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MONTECATINI. «Vogliamo sicurezza, vogliamo essere liberi di uscire di casa all’ora che ci piace. Chiediamo aiuto a te sindaco perché così non si può andare più avanti. Questa città non è Roma, non è Milano, è uno sputo con meno di ventimila abitanti. Possibile che non si riesca ad eliminare questa delinquenza?» E’ un fiume in piena la signora Marina Azara che ha chiesto ai suoi concittadini, con messaggi su Facebook, di trovarsi davanti al Comune di Montecatini per chiedere maggiori tutele. E in almeno duecento si sono presentati per darle solidarietà, nel pomeriggio di venerdì 3 novembre e, qualcuno, per attaccare il primo cittadino chiedendone le dimissioni.

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La notte delle streghe e dei morti viventi. Quella del dolcetto o scherzetto doveva essere una notte di festa e di allegria ma per la signora Marina Azara si è trasformata in una notte da incubo vero: suo figlio diciottenne si è presentato alla porta di casa alle tre e mezza del mattino col volto tumefatto e pieno di sangue. Sconosciuti lo hanno aggredito, picchiato selvaggiamente e rapinato del Rolex e del portafogli con dentro poco meno di cento euro. Poi lo hanno abbandonato esanime sul marciapiede e lì una coppia di fidanzati lo ha trovato e soccorso, aiutandolo a raggiungere l’abitazione che si trovava a due o trecento metri. Il diciottenne stava tornando a casa a piedi dopo aver trascorso la serata nella discoteca Dadamaino. Un tratto di strada l’ha fatto con un amico, poi si sono divisi e poco dopo, lui viene raggiunto da dei colpi violenti dalle spalle. I suoi ricordi si fermano lì.

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«Mio figlio ha avuto sessanta giorni di prognosi, ha tutta la bocca piena di punti di sutura e gli occhi tumefatti. Per cosa? Per rubargli l’orologio e poche decine di euro? Perché tanta violenza?» La signora Azara lo chiede agli amici e ai cittadini che hanno risposto al suo appello, ma lo chiede anche al sindaco Giuseppe Bellandi che arriva poco dopo e le stringe la mano, ringraziandola per la manifestazione e per il coraggio. «In casi come questi non posso che darle la mia piena solidarietà. Ho dei figli anch’io e so cosa significhi - le risponde Bellandi - Sono cose che non dovrebbero mai succedere. Facciamo già tanto per la sicurezza e io mi prendo le mie responsabilità, sapendo che purtroppo, così come ha detto il colonnello dei carabinieri nei giorni scorsi, si può e si deve cercare di fare di più».

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Il sindaco Bellandi ascolta e risponde punto per punto ma la signora Azara ne ha tante da raccontare, «Perché i vigili urbani non vanno a vedere chi vive in certi appartamenti e che cosa fanno? Ci sono dei quartieri dove hanno paura a presentarsi. Noi siamo esasperati».

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«Un mese fa è successo un fatto analogo ad un altro giovane, gli hanno strappato l’orecchino e rapinato il Rolex - interviene un cittadino - Dov’è ora il delinquente che ha fatto questo? E’ già fuori ». «Tutta colpa delle leggi del Pd, urla qualcuno alle sue spalle» e la protesta si incanala sul piano politico. Tanto che quando il sindaco, poco dopo, dà inizio al consiglio comunale esprimendo pubblicamente solidarietà alla signora Azara, quest’ultima seduta in prima fila si alza ed inveisce contro di lui, seguita dagli altri cittadini che, come non si vedeva da anni, hanno affollato il salone consiliare. Una contestazione che ha costretto il presidente del consiglio a sospendere la seduta, fino a quando il pubblico non ha abbandonato la sala consiliare.

L’aggressione al diciottenne è fra le priorità dei casi da risolvere per le forze dell’ordine. E non è escluso che nei prossimi giorni ci possano essere quei «fatti che tutti auspicano».
 

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