Il dolore
«Manifestiamo per i nostri ragazzi»
di Luca Signorini
La madre del diciottenne aggredito davanti a casa chiama alla protesta: «Alle 18 tutti di fronte al palazzo comunale»
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MONTECATINI. Due mesi di prognosi. Il ragazzo li passerà a casa. Zigomo e mandibola fratturati, occhio sinistro e bocca tumefatti, lividi, escoriazioni, trauma cranico e perdita della memoria. Volto irriconoscibile. La paura dentro il cuore. Lo shock, la rabbia. Senso di impotenza. E una città sul punto di scoppiare. Che oggi (alle 18) manifesta la sua collera, sale sulle barricate, quelle annunciate online: presidio davanti al municipio di viale Verdi, mentre dentro sta per iniziare il consiglio comunale (convocato per le 18,30).
Social network esplosi, centinaia di commenti. Una partecipazione che si prevede di massa. È Marina Azara, la mamma del giovane pestato a sangue nella notte di Halloween – 18 anni appena – che tenta di dare un senso al suo dolore, mossa dall'esasperazione. “Parlo con il cuore: manifestiamo pacificamente per mio figlio e per tutti i nostri figli di Montecatini. Non importa a quale colore politico si appartenga, lo facciamo per i nostri figli. Tutti insieme davanti al Comune in viale Verdi alle 18. Grazie di cuore a tutti quelli che mi aiuteranno”, scrive la donna. Già ribattezzata mamma coraggio.
C'è chi invoca i forconi, chi vorrebbe salire le scale del Comune e gridare in faccia la propria ira al sindaco e a questa amministrazione, presi di mira con la violenza della tastiera, che nessuno assolve. Ma la signora ribadisce: «La manifestazione sarà pacifica con tante mamme di Montecatini. L'episodio che mio figlio ha subito è di una gravità eccezionale. La nostra città è diventata un Bronx, non riusciamo a tenerla pulita e sicura, qui le persone hanno paura ad uscire di casa. Dopo l'aggressione il mio ragazzo è rimasto delle ore riverso e sanguinante in strada. Vorrei sapere dove erano le forze dell'ordine che dicono di pattugliare i quartieri. Dobbiamo riprenderci Montecatini, ma dobbiamo essere tutti uniti».
Il giovane martedì era andato a ballare insieme a un amico. Una serata di festa alla discoteca “Dadamaino”, poi il rientro verso casa a piedi. Erano passate le 3. All'altezza del supermercato Conad di via Ugo Bassi i due coetanei si separano per raggiungere le proprie abitazioni. Lui prende via Merlini, piena zona sud, dove abita. All'incrocio con via Volturno sente qualcuno muoversi alle sue spalle, una violenta botta in testa, perde quasi del tutto i sensi. Buio totale. Ed è la versione riferita anche ieri pomeriggio al commissariato, dove si è recato assieme alla madre per essere ascoltato dagli inquirenti. Un paio di ore dopo una coppia di fidanzati lo nota disteso sul marciapiede. È in una pozza di sangue, ha difficoltà a muoversi. Riesce ad indicare la villetta dove vive, si trova distante un centinaio di metri.
I giovani suonano al campanello, esce la madre, la disperazione, i pianti. Poi i soccorsi. Il ragazzo non ha più il suo orologio Rolex e il portafoglio, che conteneva meno di 100 euro e i documenti. Ha perso la spensieratezza di un 18enne. È rimasto solo il terrore che ha devastato la sua gioventù.
«Mio figlio non si ricorda niente e ha difficoltà a parlare, ma per fortuna dopo il ricovero all'ospedale di Pescia e un consulto a Careggi è qui con me, a casa – dice Marina Azara – per le prossime settimane potrà mangiare soltanto alimenti liquidi. Adesso la polizia farà le sue indagini per risalire agli aggressori: tra la discoteca e la Conad ci sono molte telecamere, io presumo che qualcuno l'abbia seguito fin sotto casa. Questi delinquenti devono pagare per ciò che hanno fatto». Mentre la città è pronta a reagire, ma a computer spenti.
Social network esplosi, centinaia di commenti. Una partecipazione che si prevede di massa. È Marina Azara, la mamma del giovane pestato a sangue nella notte di Halloween – 18 anni appena – che tenta di dare un senso al suo dolore, mossa dall'esasperazione. “Parlo con il cuore: manifestiamo pacificamente per mio figlio e per tutti i nostri figli di Montecatini. Non importa a quale colore politico si appartenga, lo facciamo per i nostri figli. Tutti insieme davanti al Comune in viale Verdi alle 18. Grazie di cuore a tutti quelli che mi aiuteranno”, scrive la donna. Già ribattezzata mamma coraggio.
C'è chi invoca i forconi, chi vorrebbe salire le scale del Comune e gridare in faccia la propria ira al sindaco e a questa amministrazione, presi di mira con la violenza della tastiera, che nessuno assolve. Ma la signora ribadisce: «La manifestazione sarà pacifica con tante mamme di Montecatini. L'episodio che mio figlio ha subito è di una gravità eccezionale. La nostra città è diventata un Bronx, non riusciamo a tenerla pulita e sicura, qui le persone hanno paura ad uscire di casa. Dopo l'aggressione il mio ragazzo è rimasto delle ore riverso e sanguinante in strada. Vorrei sapere dove erano le forze dell'ordine che dicono di pattugliare i quartieri. Dobbiamo riprenderci Montecatini, ma dobbiamo essere tutti uniti».
Il giovane martedì era andato a ballare insieme a un amico. Una serata di festa alla discoteca “Dadamaino”, poi il rientro verso casa a piedi. Erano passate le 3. All'altezza del supermercato Conad di via Ugo Bassi i due coetanei si separano per raggiungere le proprie abitazioni. Lui prende via Merlini, piena zona sud, dove abita. All'incrocio con via Volturno sente qualcuno muoversi alle sue spalle, una violenta botta in testa, perde quasi del tutto i sensi. Buio totale. Ed è la versione riferita anche ieri pomeriggio al commissariato, dove si è recato assieme alla madre per essere ascoltato dagli inquirenti. Un paio di ore dopo una coppia di fidanzati lo nota disteso sul marciapiede. È in una pozza di sangue, ha difficoltà a muoversi. Riesce ad indicare la villetta dove vive, si trova distante un centinaio di metri.
I giovani suonano al campanello, esce la madre, la disperazione, i pianti. Poi i soccorsi. Il ragazzo non ha più il suo orologio Rolex e il portafoglio, che conteneva meno di 100 euro e i documenti. Ha perso la spensieratezza di un 18enne. È rimasto solo il terrore che ha devastato la sua gioventù.
«Mio figlio non si ricorda niente e ha difficoltà a parlare, ma per fortuna dopo il ricovero all'ospedale di Pescia e un consulto a Careggi è qui con me, a casa – dice Marina Azara – per le prossime settimane potrà mangiare soltanto alimenti liquidi. Adesso la polizia farà le sue indagini per risalire agli aggressori: tra la discoteca e la Conad ci sono molte telecamere, io presumo che qualcuno l'abbia seguito fin sotto casa. Questi delinquenti devono pagare per ciò che hanno fatto». Mentre la città è pronta a reagire, ma a computer spenti.
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