Il Tirreno

Montecatini

Il Comune pagherà al Cb 90.000 euro per Miss Italia

Alcune partecipanti a Miss Italia disputata a Montecatini
◗
Alcune partecipanti a Miss Italia disputata a Montecatini

Accordo transattivo con il Convention Bureau in merito a una vicenda aperta con l’Agenzia delle entrate relativa all’Iva sui contributi versati

2 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. Una mazzata di fine anno tra capo e collo per il Comune. Ma poteva andare peggio, molto peggio. Dalle casse del municipio stanno infatti uscendo 90.000 euro in direzione di una struttura partecipata dallo stesse ente (ancorché in liquidazione), della quale si erano peraltro perse le tracce negli ultimi anni: Montecatini Congressi & Visitors, altrimenti conosciuto come Convention bureau (allora presieduto da Fabrizio Raffaelli, poi “dirottato” alla guida delle Terme). Si trattava, oltretutto, del terzo tentativo di gestione pubblica dei congressi in città, dopo i precedenti falliti “tentativi” del cosiddetto Consorzio (naufragato tra il 1999 e il 2000 con il progetto “Acquamente”: qualcuno se lo ricorda?) e della struttura con sede nella ex Apt (guidata prima da Giancarlo Melosi e poi da Massimo Porciani).

Nel caso specifico il motivo del contendere è stavolta niente di meno che Miss Italia, concorso che si è tenuto a Montecatini nel 2011 e nel 2012 (e potevano forse essere finite le polemiche legate alle bellezze in città?). Montecatini Congressi ha infatti subìto un accertamento sui versamenti dell’Iva da parte dell’Agenzia delle entrate, che ha contestato il fatto che i contributi ricevuti dal Comune per la manifestazione non erano soggetti a una ritenuta Iva al 4 per cento (come appunto spetterebbe a un ente pubblico), ma al 22 per cento, come una normale prestazione di servizi.

Ed ecco la prima botta: la sanzione decisa dall’Agenzia per le entrate è stata di 536.000 euro. Cifra che ha fatto saltare sulla sedia il liquidatore della società, già alle prese con non pochi problemi per chiudere la partita in maniera quanto meno accettabile. La prima cosa che ha quindi fatto lo stesso professionista è stata di trovare una strada di accordo “bonario”, ovvero una “adesione” con l’Agenzia che ha fatto immediatamente calare l’importo a 170.000 euro. Ed ecco che entra in gioco il Comune: Montecatini Congressi, dopo aver regolato la propria posizione con lo Stato, ha infatti operato un’azione di rivalsa Iva nei confronti dell’ente pubblico locale, che a sua volta ha contestato la procedura, forte del fatto che sarebbe stata la stessa società, a suo tempo, a stabilire l’Iva al 4%. Anziché instaurare un contenzioso legale, dagli esiti estremamente incerti e pericolosi, gli avvocati del Comune (dopo aver valutato vari indirizzi e sentenze, che però non contemplavano specifici precedenti) hanno suggerito all’amministrazione la strada dell’accordo transattivo, che prevede il pagamento alla società in liquidazione di 80.000 euro entro fine 2017 e di altri 10.000 nel 2018. E chiudere così definitivamente (si spera) la vicenda Miss Italia.

David Meccoli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web