Sicurezza
COLLODI
Via di fuori: l’ambulanza non arriva
di Maria Salerno
Calvario per una donna di 62 anni e polemiche sui soccorsi
2 MINUTI DI LETTURA
PESCIA. Un’ora e mezza prima di essere trasportata in ospedale, dove all’arrivo viene ricoverata in codice rosso. È la disavventura di una 62enne, residente a Collodi, che sabato scorso, accusando preoccupanti dolori al petto, aveva chiamato il servizio del 118. L’ambulanza della Misericordia di Uzzano è arrivata da lei in circa 15 minuti, ma a quest’attesa se ne è poi aggiunta un’altra più lunga, prima che la signora venisse trasportata e poi ricoverata al Cosma e Damiano di Pescia. A riferire la spiacevole circostanza è il marito della signora, Marco Canestrelli. Ma cosa è successo? Secondo il racconto del signore, l’ambulanza si sarebbe fermata non al suo indirizzo, bensì al parcheggio in cima a Collodi Castello, a 500 metri. E i soccorritori avrebbero raggiunto la sua abitazione a piedi, ritenendo impossibile per il mezzo praticare la cosiddetta “Via di fuori” il cui ultimo tratto (all’incirca 30 metri) non è asfaltato, a causa delle sue dimensioni.
A nulla sembrano essere valse le opposizioni dell’uomo, che riferisce: «La strada è raggiunta dai mezzi della nettezza urbana, da quelli che scaricano materiale edile, per me era impensabile che un’ambulanza delle dimensioni di un Ducato non vi potesse transitare, per questo mi sono rivolto ai carabinieri, che nel giro di poco tempo hanno mandato l’automedica». Versione sulla quale la Misericordia non concorda. L’associazione, infatti, a propria difesa ha dichiarato che per le sue condizioni la strada, in centro storico, non era in alcun modo raggiungibile dal mezzo e che i volontari hanno fatto più volte su e giù per realizzare l’intervento nel migliore dei modi. La disavventura della paziente però non si conclude col suo arrivo, sebbene il medico, accertate le condizioni, ne ha ritenuto indispensabile il trasporto in ospedale. L’automedica, infatti, non è dotata di barella. E la signora ha raggiunto il mezzo a piedi, accompagnata da una sedia, nella quale sostava di tanto in tanto per riprendere le forze, almeno fino a quando non ha perso conoscenza e si è reso indispensabile il recupero dell’ossigeno che si trovava all’interno dell’ambulanza. «Prima di chiamare i carabinieri avevo chiesto ai soccorritori di provvedere ad un mezzo più idoneo, e di dimensioni ridotte, mi hanno detto che a quell’ora, di sabato era impossibile – ha proseguito il racconto il signor Marco – Ma mia moglie ha chiamato alle 18, 21 ed è partita da casa quasi alle 20, stabilizzata sulle scale perché impossibilitata a muoversi, costretta suo malgrado a raggiungere anche il secondo mezzo a piedi, tutto questo mi sembra semplicemente folle». Arrivata al Cosma e Damiano la signora è stata ricoverata in codice rosso, dove tutt’ora le stanno prestando le cure.
A nulla sembrano essere valse le opposizioni dell’uomo, che riferisce: «La strada è raggiunta dai mezzi della nettezza urbana, da quelli che scaricano materiale edile, per me era impensabile che un’ambulanza delle dimensioni di un Ducato non vi potesse transitare, per questo mi sono rivolto ai carabinieri, che nel giro di poco tempo hanno mandato l’automedica». Versione sulla quale la Misericordia non concorda. L’associazione, infatti, a propria difesa ha dichiarato che per le sue condizioni la strada, in centro storico, non era in alcun modo raggiungibile dal mezzo e che i volontari hanno fatto più volte su e giù per realizzare l’intervento nel migliore dei modi. La disavventura della paziente però non si conclude col suo arrivo, sebbene il medico, accertate le condizioni, ne ha ritenuto indispensabile il trasporto in ospedale. L’automedica, infatti, non è dotata di barella. E la signora ha raggiunto il mezzo a piedi, accompagnata da una sedia, nella quale sostava di tanto in tanto per riprendere le forze, almeno fino a quando non ha perso conoscenza e si è reso indispensabile il recupero dell’ossigeno che si trovava all’interno dell’ambulanza. «Prima di chiamare i carabinieri avevo chiesto ai soccorritori di provvedere ad un mezzo più idoneo, e di dimensioni ridotte, mi hanno detto che a quell’ora, di sabato era impossibile – ha proseguito il racconto il signor Marco – Ma mia moglie ha chiamato alle 18, 21 ed è partita da casa quasi alle 20, stabilizzata sulle scale perché impossibilitata a muoversi, costretta suo malgrado a raggiungere anche il secondo mezzo a piedi, tutto questo mi sembra semplicemente folle». Arrivata al Cosma e Damiano la signora è stata ricoverata in codice rosso, dove tutt’ora le stanno prestando le cure.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google