Sicurezza
domani la celebrazione
Nella chiesa di San Francesco si apre l’anno diocesano
PESCIA. Sarà un anno pastorale, quello della diocesi di Pescia, che si concentrerà prevalentemente sui giovani e sulle famiglie, nel segno del copatrono Sant'Allucio. E domani, nella chiesa di San...
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PESCIA. Sarà un anno pastorale, quello della diocesi di Pescia, che si concentrerà prevalentemente sui giovani e sulle famiglie, nel segno del copatrono Sant'Allucio. E domani, nella chiesa di San Francesco (anziché, come ogni anno, in Duomo), alle 17,30, si svolgerà la celebrazione di inizio anno.
La cattedrale di Maria Santissima Assunta e di San Giovanni Battista resterà chiusa, infatti, per circa un anno, per lavori di ristrutturazione, consolidamento e adeguamento liturgico che dovrebbero terminare entro il 2018, anno in cui la diocesi festeggerà i suoi 500 anni di vita. E intanto ci si prepara ad accogliere il nuovo anno pastorale.
Un impegno importante rivolto ai giovani che, secondo quanto spiegato da monsignor Roberto Filippini, vescovo di Pescia, anche a La Voce di Valdinievole, deve iniziare un percorso di ricostruzione della chiesa che, agli occhi dei fedeli e non solo, deve essere vissuta come una «comunità solidale, accogliente e fraterna».
E proprio in questo disegno si inserisce la figura di Allucio di Pescia, nato nel 1070 a Campugliano, nella Pieve di Santa Maria di Pescia e morto nel 1134.
Una figura religiosa di spicco che, negli anni, è stata fortemente rivalutata dai vescovi che si sono susseguiti a Pescia (tra questi monsignor Giovanni Bianchi e Giovanni De Vivo), acquisendo sempre più forza.
«Un santo laico spedaliero che si spende per i poveri e tesse un dialogo serrato con i bisognosi e il suo essere laico ma interno alla Chiesa esprime un senso di completezza cristiana», lo ha definito, in un'intervista alla Voce, il professor Paolo Vitali.
«Se Sant'Allucio costruiva dei ponti – ha concluso monsignor Filippini – noi dobbiamo fare altrettanto e i nostri ponti costruirli per incontrare le nuove generazioni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La cattedrale di Maria Santissima Assunta e di San Giovanni Battista resterà chiusa, infatti, per circa un anno, per lavori di ristrutturazione, consolidamento e adeguamento liturgico che dovrebbero terminare entro il 2018, anno in cui la diocesi festeggerà i suoi 500 anni di vita. E intanto ci si prepara ad accogliere il nuovo anno pastorale.
Un impegno importante rivolto ai giovani che, secondo quanto spiegato da monsignor Roberto Filippini, vescovo di Pescia, anche a La Voce di Valdinievole, deve iniziare un percorso di ricostruzione della chiesa che, agli occhi dei fedeli e non solo, deve essere vissuta come una «comunità solidale, accogliente e fraterna».
E proprio in questo disegno si inserisce la figura di Allucio di Pescia, nato nel 1070 a Campugliano, nella Pieve di Santa Maria di Pescia e morto nel 1134.
Una figura religiosa di spicco che, negli anni, è stata fortemente rivalutata dai vescovi che si sono susseguiti a Pescia (tra questi monsignor Giovanni Bianchi e Giovanni De Vivo), acquisendo sempre più forza.
«Un santo laico spedaliero che si spende per i poveri e tesse un dialogo serrato con i bisognosi e il suo essere laico ma interno alla Chiesa esprime un senso di completezza cristiana», lo ha definito, in un'intervista alla Voce, il professor Paolo Vitali.
«Se Sant'Allucio costruiva dei ponti – ha concluso monsignor Filippini – noi dobbiamo fare altrettanto e i nostri ponti costruirli per incontrare le nuove generazioni».
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