Il dolore
margine coperta
Chiude a sorpresa il cinema Olimpia
Lavori non più rinviabili: l’esito di un sopralluogo dei vigili del fuoco
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MARGINE COPERTA. Fino a giovedì sembrava che potesse essere un’altra settimana di assoluta routine. Quella routine che andava avanti ormai da oltre cinquant’anni, da quando cioè, nei locali della vecchia Casa del popolo, era stata ricavata una sala cinematografica. Ma da ieri accanto ai film in programmazione al cinema Olimpia di Margine Coperta (che fa parte del circuito della Federazione italiana cinema d’essai) campeggia un cartello con scritto: “Le proiezioni sono sospese fino a data da destinarsi per lavori di adeguamento”.
«È stata una decisione improvvisa, anche noi che gestiamo il bar ce ne siamo resi conto solo giovedì sera dopo l’ultimo film», ci dice una ragazza che lavora al circolo Arci. «C’è stato un sopralluogo dei vigili del fuoco – aggiunge al telefono il presidente del circolo, Roberto Zonefrati – ed è emerso che i lavori di adeguamento della sala sono ormai ritenuti improcrastinabili. Dobbiamo così rifare l’impianto elettrico e sistemare gli scantinati. Non si tratta di una spesa eccessiva, ma per un cinema d’essai, che sovente proietta film d’autore con utili già ridotti all’osso, saranno comunque costi importanti. I tempi per riaprire il cinema? Qualche mese sicuramente, ormai se ne riparla nel 2018». E pensare che solo tre anni fa, nell’aprile 2014, c’era stato qui lo storico passaggio dalla pellicola al digitale, con l’abbandono delle vecchie bobine in 35 mm e l’acquisto di un nuovo proiettore digitale Sony del valore di 83.000 euro (dei quali 53.000 finanziati da Regione e Fondazione Caript). Il cinema (con sala da 288 posti) è di proprietà dell’Associazione civile circolo ricreativo del popolo di Margine Coperta (nata il 31 marzo 1956 su iniziativa di 10 soci), che lo gestisce, in collaborazione con l’adiacente circolo Arci, senza fini di lucro. Il 25 novembre 1963 l’associazione acquistò dalla Coop Edilizia Margine Coperta il terreno per la costruzione della nuova sala cinematografica. Fino a quella data le proiezioni si svolgevano nei locali del circolo Endas (Casa del popolo, ora Arci) e all’aperto con un proiettore da 16 mm. (d.m.)
«È stata una decisione improvvisa, anche noi che gestiamo il bar ce ne siamo resi conto solo giovedì sera dopo l’ultimo film», ci dice una ragazza che lavora al circolo Arci. «C’è stato un sopralluogo dei vigili del fuoco – aggiunge al telefono il presidente del circolo, Roberto Zonefrati – ed è emerso che i lavori di adeguamento della sala sono ormai ritenuti improcrastinabili. Dobbiamo così rifare l’impianto elettrico e sistemare gli scantinati. Non si tratta di una spesa eccessiva, ma per un cinema d’essai, che sovente proietta film d’autore con utili già ridotti all’osso, saranno comunque costi importanti. I tempi per riaprire il cinema? Qualche mese sicuramente, ormai se ne riparla nel 2018». E pensare che solo tre anni fa, nell’aprile 2014, c’era stato qui lo storico passaggio dalla pellicola al digitale, con l’abbandono delle vecchie bobine in 35 mm e l’acquisto di un nuovo proiettore digitale Sony del valore di 83.000 euro (dei quali 53.000 finanziati da Regione e Fondazione Caript). Il cinema (con sala da 288 posti) è di proprietà dell’Associazione civile circolo ricreativo del popolo di Margine Coperta (nata il 31 marzo 1956 su iniziativa di 10 soci), che lo gestisce, in collaborazione con l’adiacente circolo Arci, senza fini di lucro. Il 25 novembre 1963 l’associazione acquistò dalla Coop Edilizia Margine Coperta il terreno per la costruzione della nuova sala cinematografica. Fino a quella data le proiezioni si svolgevano nei locali del circolo Endas (Casa del popolo, ora Arci) e all’aperto con un proiettore da 16 mm. (d.m.)
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