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«Una radiografia urgente? Torni il 18 febbraio 2018»

«Una radiografia urgente? Torni il 18 febbraio 2018»

CHIESINA UZZANESE. Cade nel bagno di casa, si frattura una spalla, e il primo posto libero per fare una lastra di controllo è il 18 febbraio 2018. Una storia come tante, un’odissea come tante, che ci...

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CHIESINA UZZANESE. Cade nel bagno di casa, si frattura una spalla, e il primo posto libero per fare una lastra di controllo è il 18 febbraio 2018. Una storia come tante, un’odissea come tante, che ci racconta la figlia della donna settantasettenne, Rossella Ciampi di Chiesina Uzzanese. La madre, Maria Grazia Discini, le cade davanti agli occhi, scivolando nel bagno, la sera del 28 settembr. Da lì la corsa al pronto soccorso dell’ospedale di Pescia dove una lastra dà il responso: frattura multipla scomposta della spalla destra. “Torni domani, in ortopedia, per la visita dallo specialista” le dicono.

«Siamo tornate il giorno successivo – racconta Rossella – e l’ortopedico le ha fatto una fasciatura mettendole un tutore alla spalla. Tra l’altro direttamente a contatto con la pelle, causandole dei lividi. Ma mia madre ha dolori sempre più forti, così decido di andare dal medico di famiglia: mi dice di fare un’ulteriore visita da uno specialista, forse mia madre dovrebbe essere operata, ma è complicato perché soffre di asma». Rossella porta la madre da un ortopedico, a pagamento, che le dice di fare un’altra radiografia per un controllo entro il 5 novembre. «Da lì non ho più avuto pace – prosegue la donna – per una settimana intera sono andata al cup per cercare di prendere un appuntamento, senza risultato. Alla fine ieri mattina (mercoledì, ndr) sono riuscita a parlare con una persona al cup, dopo una fila chilometrica, dato che solo due sportelli su cinque erano aperti. Mi sento dire che il primo posto libero è il 18 febbraio 2018. Rimango allibita. Chiedo di poter ottenere un appuntamento da qualche altra parte, anche a San Marcello, ma niente. “Vada a pagamento signora”, mi sento rispondere. Mi sono arrabbiata, ma è così che funziona la sanità in questo paese? Ovviamente non ho preso alcun appuntamento». Rossella e sua madre sono entrambe pensionate e vedove. «Non è giusto, non posso andare nuovamente a pagamento, è una questine di principio. Mi sono sentita offesa dalla risposta che mi è stata data. Ora cosa dovrei fare? Spendere soldi un’altra volta?».(a.t.)

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