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Tentata rapina dei Rolex preso anche il quarto uomo

Tentata rapina dei Rolex preso anche il quarto uomo

Latitante da sette mesi, è finito in manette in un piccolo paese del Casertano I banditi il 28 febbraio avevano seguito una famiglia dal ristorante fino a casa

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UZZANO. Da sette mesi era latitante. Da quando, il 28 febbraio scorso, i suoi tre complici erano finiti in manette, con l’accusa di aver preso parte alla tentata rapina o aver contribuito ad organizzarla. I carabinieri lo hanno arrestato sabato scorso, a Succivo, piccolo comune del Casertano. Secondo gli inquirenti, è lui, Giuseppe Esposito, 28 anni, di Napoli, l’ultimo membro della banda che il 4 febbraio, pistole in pugno, ad Uzzano, aveva assaltato la Mercedes di un imprenditore per cercare di rubare a lui e alla moglie, sotto casa, i Rolex che indossavano. La reazione dell’uomo e della donna, le grida dei due bambini che erano in auto e l’accorrere dei vicini di casa avevano costretto i banditi a fuggire a mani vuote. Lasciando però dietro di loro tante tracce.

Su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Pistoia su richiesta della procura, al termine delle indagini portate avanti dai carabinieri di del Norm di Montecatini e della Stazione di Pescia, in carcere sono prima finiti Giuseppe Papi, 20 anni, Francesco Guadagno, 28, e Salvatore Perugini, 45 anni, tutti residenti a Napoli: i primi due ritenuti autori materiali della tentata rapina, il terzo colui che aveva noleggiato per loro conto l’auto utilizzata per raggiungere la Valdinievole per mettere a segno il colpo.

Esposito, Papi e Guadagno avevano individuato le loro vitime all’interno del McDonald’s di via Camporcioni, a Montecatini, dove l’imprenditore e la sua famiglia avevano deciso di pranzare. Avevano adocchiato i Rolex che l’uomo e la moglie avevano ai polsi e avevano deciso di pedinarli fino a casa. Quando l’imprenditore, imboccata la rampa che porta al parcheggio seminterrato del condominio dove abita, aveva accostato accanto alla porta di servizio per far scendere la moglie e i figlioletti, due di loro erano entrati in azione. Erano circa le 14,30. Pistole in pugno, avevano spalancato le portiere della Mercedes e avevano cercato di rubare gli orologi. Esposito aveva aggredito l’imprenditore, che però aveva reagito, non mollando neppure quando l’altro bandito, dalla parte della donna, aveva cominciato a colpirlo sulla testa con il calci della pistola (10 poi i giorni di prognosi). Quando i vicini di casa, richiamati dalla grida, avevano cominciato ad affacciarsi alle finestre, i due erano scappati a bordo dell’auto su cui li attendeva il terzo complice.

Grazie alle telecamere del McDonald’s e a quelle della sorveglianza cittadina, i carabinieri erano però riusciti ad identificarli tutti. E ad arrestarli.

Massimo Donati

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