Il Tirreno

Montecatini

Tre anni e 10 mesi al rapinatore degli hotel

Un’immagine notturna del Grand Hotel Nizza et Suisse, rapinato alle 2,20 del 13 novembre scorso (Foto Nucci)
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Un’immagine notturna del Grand Hotel Nizza et Suisse, rapinato alle 2,20 del 13 novembre scorso (Foto Nucci)

Sceglie di patteggiare la pena il quarratino che aveva assalito un tabaccaio a Pistoia e poi due alberghi a Chiesina e Montecatini

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MONTECATINI. Prima la rapina a un tabaccaio, a Pistoia. Poi quelle ai portieri di notte di due alberghi: a Chiesina Uzzanese e, la seconda, a Montecatini. Alla fine, a tradirlo era stato il dna lasciato su un bicchiere. E gli investigatori di polizia e carabinieri lo avevano arrestato mentre si stava a preparando a fuggire in Svizzera, il 5 marzo scorso.

L’altra mattina, Sandro Verardi, 36 anni, pratese residente da diversi anni a Quarrata, ha scelto di patteggiare la pena davanti al gup del tribunale di Pistoia: 3 anni e 10 mesi di reclusione. Ammettendo, in pratica, di essere lui l’autore della rapina a un tabaccaio messa a segno il 7 novembre 2016 a Pistoia e dei colpi – sempre pistola alla mano – del’11 e del 13 novembre successivi in due alberghi della Valdinievole: il motel “Parco delle Rose” di Chiesina Uzzanese e il Grand hotel “Nizza et Suisse”in viale Verdi a Montecatini.

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Tabaccaio rapinato. È la sera del 7 novembre. Il titolare di una tabaccheria di via Nazario Sauro, proprio a fianco dell’uscita secondaria dell’ex questura, ha appena tirato giù il bandone. Verardi gli si avvicina. Con modi affabili gli fa credere di essere amico del figlio e lo convince a dargli un passaggio in auto. «Devo andare a casa, a Sant’Agostino» gli dice. Ma una volta a destinazione, tira fuori dal giubbotto una pistola e si fa consegnare l’incasso della giornata: circa 600 euro. E dopo essersi fatto dare anche l’orologio, scende e si dilegua a piedi nell’oscurità.

Il colpo al motel. È da poco scoccata la mezzanotte. Fingendosi un cliente, con i soliti modi garbati, Verardi si presenta al motel “Parco delle Rose”, in via Privata delle Rose. Chiede una stanza e il portiere di notte gli apre la porta. Poi, in attesa che arrivi l’amico con cui deve condividere la camera (e a cui fa anche finta di telefonare), si fa servire un drink. Svuota il bicchiere e tira fuori la pistola. E si fa consegnare i circa 800 euro che erano in cassa dal portiere, lo rinchiude in un ripostiglio e se ne va.

La rapina al Grand hotel. Sera diversa, stesso copione. Sono le 2,20 quando Verardi suona il campanello del Gran hotel “Nizza e Suisse” di viale Verdi, a Montecatini. Il portiere di notte – un sessantacinquenne – lo crede un cliente, gli apre, gli versa da bere in attesa dell’arrivo del fantomatico amico e si ritrova con una pistola puntata alle gambe. Questa volta il bandito si dilegua con un bottino ancora più magro: 150 euro dalla cassa e il portafoglio dello stesso portiere, con un altro centinaio di euro.

Le indagini. Immediata l’apertura delle indagini. A Pistoia da parte della sezione antirapina della Squadra mobile della questura, in Valdinievole degli investigatori del Norm dei carabinieri di Montecatini. Quelle della polizia concentrate in particolare sulle riprese delle telecamere di sorveglianza che si trovavano all’ingresso del garage della ex questura, in via Nazario Sauro, che avevano immortalato il rapinatore prima che abbordasse il tabaccaio convincendolo a farsi dare un passaggio. Quelle dei carabinieri con al centro invece l’esame delle impronte e del dna lasciati sui bicchieri da cui il bandito aveva bevuto prima di rapinare i portieri di notte dei due alberghi. Fatto sta che a un certo punto i sospetti dei due gruppi di investigatori si sono diretti sulla stessa persona: Sandro Verardi.

Una volta incrociati tra di loro, i molteplici indizi raccolti – corroborati infine dai risultati dell’esame del Dna – hanno fornito prove tali da permettere al pm di chiedere al gip del tribunale la misura della custodia cautelare in carcere. (m.d.)
 

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