Sicurezza
da pescia alla conquista di milano
La grande cucina? Deve essere buona
Aimo e Nadia raccontano ai giovani la loro straordinaria esperienza
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MONTECATINI. Tanti studenti dell’alberghiero Martini hanno partecipato ieri nel salone Portoghesi alla lezione dei grandi maestri Aimo e Nadia Moroni, nell’ambito di Food&Book. A presentare la conferenza, Carlo Ottaviano.
Molti gli aspiranti chef e maitre che pendevano dalle labbra delle coppia di successo che ha curato anche la cena di gala al Grand Hotel & La Pace. “Il luogo di Aimo e Nadia” , ristorante di Milano, 2 stelle Michelin, è un ponte tra passato e futuro, come ha ricordato in apertura Ottaviano. «Sono partito da Montecatini a 13 anni da solo per andare a guadagnarmi il pane – ha spiegato Aimo – ma la passione che mi ha trasmesso mia madre mi ha permesso di raggiungere certi obiettivi. Ho due giovani che sono arrivati da me quando avevano poco più della vostra età, Fabio e Alessandro. Gli ho trasmesso il mio pensiero: la grande cucina non è ricca o povera, ma è buona. Oggi non hanno più bisogno di me, ormai hanno preso il volo. Ciò che conta è la qualità della materia prima. La ricerca del prodotto di nicchia mi ha aiutato molto, mi sono sempre divertito». Ottaviano ha sottolineato la lungimiranza del progetto di Aimo e Nadia, che hanno dato spazio ai giovani coinvolgendoli in maniera concreta nel percorso di continuità di un locale eccellente. Per Nadia «i giovani se ce la mettono tutta arrivano sempre da qualche parte. Da noi ne sono passati tanti. So di aver lasciato una impronta seria, di lavoro ma anche umana».
Moroni nasce a Pescia nel 1934. Alla fine della guerra, nel 1946, va a Milano e nel 1955, con l’aiuto della mamma Nunzia, cuoca, prende in gestione la cucina di un ristorante in via Copernico. Nel 1957 anche Nadia, amica d’infanzia, sale a Milano e qui rimarrà per sempre a fianco di Aimo: moglie, compagna di vita e di lavoro. Nel 1962 si mettono in proprio e aprono un locale in via Montecuccoli, dove tuttora ha sede “Il Luogo”. È una semplice trattoria, nella quale Aimo e Nadia costruiranno il loro progetto. Durante i primi anni propongono una cucina legata alla Toscana, di cui conoscono storia, tradizioni, prodotti, e dalla quale provengono molte materie prime; allo stesso tempo iniziano a conoscere cibi provenienti da altre regioni con i quali sperimentano nuovi piatti e abbinamenti. Gli anni Novanta vedono la partecipazione della figlia Stefania all’attività di famiglia. Nel 2014 “Il Luogo” entra a far parte di Relais&Chateaux.
Giovanna La Porta
Molti gli aspiranti chef e maitre che pendevano dalle labbra delle coppia di successo che ha curato anche la cena di gala al Grand Hotel & La Pace. “Il luogo di Aimo e Nadia” , ristorante di Milano, 2 stelle Michelin, è un ponte tra passato e futuro, come ha ricordato in apertura Ottaviano. «Sono partito da Montecatini a 13 anni da solo per andare a guadagnarmi il pane – ha spiegato Aimo – ma la passione che mi ha trasmesso mia madre mi ha permesso di raggiungere certi obiettivi. Ho due giovani che sono arrivati da me quando avevano poco più della vostra età, Fabio e Alessandro. Gli ho trasmesso il mio pensiero: la grande cucina non è ricca o povera, ma è buona. Oggi non hanno più bisogno di me, ormai hanno preso il volo. Ciò che conta è la qualità della materia prima. La ricerca del prodotto di nicchia mi ha aiutato molto, mi sono sempre divertito». Ottaviano ha sottolineato la lungimiranza del progetto di Aimo e Nadia, che hanno dato spazio ai giovani coinvolgendoli in maniera concreta nel percorso di continuità di un locale eccellente. Per Nadia «i giovani se ce la mettono tutta arrivano sempre da qualche parte. Da noi ne sono passati tanti. So di aver lasciato una impronta seria, di lavoro ma anche umana».
Moroni nasce a Pescia nel 1934. Alla fine della guerra, nel 1946, va a Milano e nel 1955, con l’aiuto della mamma Nunzia, cuoca, prende in gestione la cucina di un ristorante in via Copernico. Nel 1957 anche Nadia, amica d’infanzia, sale a Milano e qui rimarrà per sempre a fianco di Aimo: moglie, compagna di vita e di lavoro. Nel 1962 si mettono in proprio e aprono un locale in via Montecuccoli, dove tuttora ha sede “Il Luogo”. È una semplice trattoria, nella quale Aimo e Nadia costruiranno il loro progetto. Durante i primi anni propongono una cucina legata alla Toscana, di cui conoscono storia, tradizioni, prodotti, e dalla quale provengono molte materie prime; allo stesso tempo iniziano a conoscere cibi provenienti da altre regioni con i quali sperimentano nuovi piatti e abbinamenti. Gli anni Novanta vedono la partecipazione della figlia Stefania all’attività di famiglia. Nel 2014 “Il Luogo” entra a far parte di Relais&Chateaux.
Giovanna La Porta
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