Attenzione
Padule, tutti i Comuni nel Centro di ricerca
Sinistra italiana lancia un appello a quelli fuoriusciti ed anche ai non rivieraschi «Bisogna salvare i posti di lavoro e rilanciare un’esperienza venticinquennale»
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CASTELMARTINI. La Federazione provinciale di Sinistra Italiana, e il Circolo della Valdinievole, esprimono «la più ampia solidarietà» ai due dipendenti del Centro di Ricerca del Padule di Fucecchio messi in preavviso dall’associazione Onlus di Castelmartini. «La mobilitazione messa in piedi dalle associazioni ambientaliste, ma soprattutto da tantissimi cittadini – scrive – ha ottenuto un primo risultato: quello di far slittare al 31 dicembre la fine del preavviso di licenziamento. Questo dà modo ai due dipendenti di lavorare per la presentazione dei progetti rivolti alle scuole, ma serve anche per iniziare a programmare le visite guidate per la primavera. Ma è ancora più importante fare in modo che il tempo che manca da qui al 31 dicembre possa essere utilizzato per scongiurare la chiusura del Centro, salvare i posti di lavoro, rilanciare una esperienza venticinquennale, che ha contribuito a far conoscere il territorio».
«Purtroppo alcuni Comuni – prosegue – anziché rimboccarsi le maniche per mantenere in piedi la struttura e sopperire al vuoto creatosi, hanno preferito defilarsi uscendo da Centro, aumentando così l’incertezza. Questi Comuni anche sollecitati dalle oltre duemila firme raccolte dai cittadini, dovrebbero rientrare senza porre alcuna condizione, ma dovrebbero diventare il motore trainante del rilancio».
Sinistra Italiana invita a lavorare a un progetto che riveda allo stesso tavolo tutti i soggetti che hanno contribuito a questa esperienza. «La Regione deve far fronte agli impegni portati avanti fin qui dalle province, i Comuni che erano usciti dovrebbero rientrare subito nel Centro, unitamente all’allargamento a Comuni non rivieraschi. Le associazioni ambientaliste, i proprietari, le associazioni venatorie devono ritornare ad essere parti attive nella salvaguardia e rilancio del Centro e della riserva».
«Purtroppo alcuni Comuni – prosegue – anziché rimboccarsi le maniche per mantenere in piedi la struttura e sopperire al vuoto creatosi, hanno preferito defilarsi uscendo da Centro, aumentando così l’incertezza. Questi Comuni anche sollecitati dalle oltre duemila firme raccolte dai cittadini, dovrebbero rientrare senza porre alcuna condizione, ma dovrebbero diventare il motore trainante del rilancio».
Sinistra Italiana invita a lavorare a un progetto che riveda allo stesso tavolo tutti i soggetti che hanno contribuito a questa esperienza. «La Regione deve far fronte agli impegni portati avanti fin qui dalle province, i Comuni che erano usciti dovrebbero rientrare subito nel Centro, unitamente all’allargamento a Comuni non rivieraschi. Le associazioni ambientaliste, i proprietari, le associazioni venatorie devono ritornare ad essere parti attive nella salvaguardia e rilancio del Centro e della riserva».
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