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L’Asl: «Accuse strumentali e puerili sull’angiografo»

PESCIA. «Ogni apparecchiatura deve essere commisurata al compito che deve svolgere, sia in termini qualitativi che quantitativi, a meno che, la sua critica sia solo strumentale, e non basata su...

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PESCIA. «Ogni apparecchiatura deve essere commisurata al compito che deve svolgere, sia in termini qualitativi che quantitativi, a meno che, la sua critica sia solo strumentale, e non basata su fatti oggettivi». Questa la secca replica dell’Asl Toscana Centro a Giuseppe Fiore, dipendente Asl e responabile sanità della Lega Nord, sul nuovo angiografo dell’ospedale Cosma e Damiano. Fiore aveva accusato l’azienda di aver acquistato un macchinario in assenza del personale che lo può utilizzare, dovendolo chiamare da Pistoia. «Sulla qualità del nuovo angiografo, appena inaugurato con un investimento pari 800mila euro - si legge nella risposta - l'azienda è convinta che anche il dott. Fiore concordi sulla necessità di una “macchina buona”. Circa la quantità, egli è sicuramente a conoscenza del fatto che, per ogni presidio ospedaliero, la presenza di un laboratorio di emodinamica è subordinata ad un certo bacino di utenza, ai volumi di attività e all’esperienza degli operatori, se tali requisiti non vengono raggiunti, il laboratorio semplicemente non deve esistere».

«Ogni anno, il laboratorio di emodinamica della ex Usl 3, attivo H 24 dal 2008, effettua complessivamente un numero di procedure di angioplastica coronarica (Ptca) circa doppio rispetto ai requisiti minimi. Tuttavia, andando a scorporare i dati, si apprezza come le Ptca su pazienti prevenienti dall’ospedale di Pescia rappresentino storicamente circa un terzo del totale».

«L’azienda poteva quindi centralizzare tutte le procedure sul nuovo ospedale di Pistoia – prosegue il comunicato di risposta della direzione Asl – al contrario, dimostrando un’assoluta attenzione alle richieste della popolazione e dei medici della Valdinievole, ha invece deciso di investire sul Cosma e Damiano, dotandolo di un’apparecchiatura di prim’ordine, sulla quale opera, è bene sottolinearlo, la stessa equipe dell’ospedale San Jacopo di Pistoia, equipe già adeguatamente potenziata per far fronte alle giornate di apertura previste a regime». «A questo proposito, appare quantomeno puerile ridurre la questione ad una competizione tra i due presidi».



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