La manifestazione
L’angiografo ora c’è, il personale no
Fiore (Lega) dopo l’inaugurazione ricorda che gli specialisti devono arrivare a Pescia da Pistoia. Carenze anche per ostetricia
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PESCIA. «Paradossale che si trovino i soldi per le tecnologie, ma non si dispongano di altrettante risorse per il personale». A sollevare la questione, a pochi giorni dall’inaugurazione del nuovo angiografo dell’ospedale di Pescia, , è Giuseppe Fiore, medico del Cosma e Damiano e responsabile sanità Lega Nord Pistoia.
Fiore replica all’assessore regionale Stefania Saccardi, che in occasione dell’inaugurazione della nuova apparecchiatura, per la quale l’azienda sanitaria ha investito circa 800.000 euro, aveva parlato di un sistema “con le sue difficoltà”, ma di cui tutto sommato si può continuare ad andare fieri e questo “nonostante i gufi che vorrebbero il nostro sistema sanitario in disfacimento, in arretramento costante per risparmiare e quant’altro, io giro per gli ospedali e inauguro sempre tecnologie nuove”.
Ma come mai, nonostante le decantate “difficoltà economiche”, i soldi per investire in apparecchiature sempre più sofisticate e all’avanguardia sono sempre reperite dalla politica e non si riesca a garantire il personale sufficiente a farle funzionare a pieno regime? «Vuol dire disporre di fuoriserie e farle funzionare come utilitarie – ha sottolineato Fiore – l’Emodinamica, a Pistoia, è sempre aperta. A Pescia si svolgeranno due sedute alla settimana e quindi i residenti della Valdinievole devono sperare di avere un infarto nei giorni giusti, altrimenti saranno portati a Pistoia. Perché? Perché l’equipe è la stessa e ovviamente non si può sdoppiare. Ora, io credo che la politica debba offrire a tutti i cittadini la stessa qualità di servizi, quindi se la scelta della politica è stata quella di optare per mantenere tante strutture parcellizzate, adesso sia in grado di offrire ai residenti di ogni comunità un servizio equivalente a quello di Pistoia».
Tale criterio non è stato adottato solo per l’Emodinamica. Da qui a breve verrà inaugurato il nuovo reparto di Ostetricia e Ginecologia. «Già oggi la pianta organica è piuttosto risicata – ha evidenziato Fiore – da qui a breve due medici andranno in pensione, uno dei due prima del tempo. L’azienda provvederà alla loro sostituzione o spariranno dall’organico? All’interno del reparto, inoltre, è prevista una sala operatoria moderna e all’avanguardia, ma senza anestesisti e personale di sala, il che vuol dire che il reparto non potrà lavorare in autonomia». Stesso discorso per l’Anatomia patologica, dove secondo Fiore due medici strutturati affiancati da due o tre colleghi con contratti precari non rappresentano un numero sufficiente di risorse per garantire un servizio adeguato all’utenza. «Per ottenere i referti istologici certi pazienti spesso rimangono in attesa per mesi – ha dichiarato Fiore – quando sappiamo bene che in questo settore apprendere di un tumore a distanza di un mese o sei in molti casi incide pesantemente sul decorso della malattia».
Maria Salerno
Fiore replica all’assessore regionale Stefania Saccardi, che in occasione dell’inaugurazione della nuova apparecchiatura, per la quale l’azienda sanitaria ha investito circa 800.000 euro, aveva parlato di un sistema “con le sue difficoltà”, ma di cui tutto sommato si può continuare ad andare fieri e questo “nonostante i gufi che vorrebbero il nostro sistema sanitario in disfacimento, in arretramento costante per risparmiare e quant’altro, io giro per gli ospedali e inauguro sempre tecnologie nuove”.
Ma come mai, nonostante le decantate “difficoltà economiche”, i soldi per investire in apparecchiature sempre più sofisticate e all’avanguardia sono sempre reperite dalla politica e non si riesca a garantire il personale sufficiente a farle funzionare a pieno regime? «Vuol dire disporre di fuoriserie e farle funzionare come utilitarie – ha sottolineato Fiore – l’Emodinamica, a Pistoia, è sempre aperta. A Pescia si svolgeranno due sedute alla settimana e quindi i residenti della Valdinievole devono sperare di avere un infarto nei giorni giusti, altrimenti saranno portati a Pistoia. Perché? Perché l’equipe è la stessa e ovviamente non si può sdoppiare. Ora, io credo che la politica debba offrire a tutti i cittadini la stessa qualità di servizi, quindi se la scelta della politica è stata quella di optare per mantenere tante strutture parcellizzate, adesso sia in grado di offrire ai residenti di ogni comunità un servizio equivalente a quello di Pistoia».
Tale criterio non è stato adottato solo per l’Emodinamica. Da qui a breve verrà inaugurato il nuovo reparto di Ostetricia e Ginecologia. «Già oggi la pianta organica è piuttosto risicata – ha evidenziato Fiore – da qui a breve due medici andranno in pensione, uno dei due prima del tempo. L’azienda provvederà alla loro sostituzione o spariranno dall’organico? All’interno del reparto, inoltre, è prevista una sala operatoria moderna e all’avanguardia, ma senza anestesisti e personale di sala, il che vuol dire che il reparto non potrà lavorare in autonomia». Stesso discorso per l’Anatomia patologica, dove secondo Fiore due medici strutturati affiancati da due o tre colleghi con contratti precari non rappresentano un numero sufficiente di risorse per garantire un servizio adeguato all’utenza. «Per ottenere i referti istologici certi pazienti spesso rimangono in attesa per mesi – ha dichiarato Fiore – quando sappiamo bene che in questo settore apprendere di un tumore a distanza di un mese o sei in molti casi incide pesantemente sul decorso della malattia».
Maria Salerno
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