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A Milano il trotto montato parla ancora montecatinese

Paolo Allegri
Alessio Vannucci in sella a Nobile di Poggio (in giubba tricolore) nel trionfo al montato a MIlano
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Alessio Vannucci in sella a Nobile di Poggio (in giubba tricolore) nel trionfo al montato a MIlano

Alessio Vannucci, in sella a Nobile di Poggio, trionfa alla Maura

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MONTECATINI. Dopo i trionfi a ripetizione della Duchessa Rebecca Dami, il trotto montato parla ancora montecatinese. Venerdì 22 settembre, sul palcoscenico milanese della Maura, è stato Alessio Vannucci che, in sella a Nobile di Poggio, vestito del tricolore dell’appassionatissimo Giorgio Sandi, ha trionfato nella disciplina di origine francese.

Un successo arrivato a capo di una prestazione davvero importante del decenne figlio di Varenne, che ha girato velocissimo dai nastri e si è portato subito in seconda posizione alle spalle del leader Nerone d’Asolo. Con il forte battistrada, soggetto di classe già navigato nella specialità, il portacolori della scuderia Mistero ha ingaggiato un furibondo match dalla dritta di fronte a metà della retta d’arrivo. Quella di Vannucci, trentanove anni e già una lunga frequentazione nel mondo delle corse, è stata un’interpretazione energica all’insegna di braccia e piena sintonia con un cavallo anziano ma capace di andare forte come nei suoi giorni più belli. Alessio e Vannucci non hanno mollato di un centimetro, nonostante Nerone d’Asolo sembrava non volesse arrendersi. Il binomio vestito di rossobiancoverde è passato a 100 metri dal palo, controllando poi i tentativi di un Reims De Greppi, altro soggetto toscano, finito con bell’andare in mezzo alla pista sotto la spinta della bionda Natynki.

«Era la seconda volta che montavo Nobile di Poggio – racconta Vannucci – , la volta scorsa eravamo giunti quarti ma con del buono in mano. L’idea era quella di riprovarci subito sfruttando questo buon momento di forma. E il team ci ha visto giusto, centrando un risultato che ci rende orgogliosi e ritengo meritato» .

Vittoria nobile alla Scala del trotto, anche se oggi il palcoscenico non è quello romantico del vecchio San Siro dismesso, ma quella green e a zero impatto ambientale della Maura. Un successo di prestigioso per questo bravo professionista capace di rilanciare il suo profilo nel trotto con una estate pregevole al sulky e questo primo sigillo alla sella nella location più glamour. «Da bambino montavo in sella – aggiunge Alessio – non dico che ero un predestinato ma che avevo avuto confidenza con quello che significa salire sopra a un cavallo. Poi quando sono diventato professionista ho avuto soddisfazioni al sulky con bravi trottatori come Donne Moi, Costa Gravas e Lucky Again».

Altri tempi quelli di quando hai iniziato rispetto alla congiuntura? «Basta guardare ai cavalli che avevo in scuderia, allora: una ventina con quelli di oggi con 5. Il presente è comunque anche quello di collaborazioni con professionisti di spessore come Moni, Barbini, Greppi e altri che arricchiscono sempre un bagaglio professionale e nel confronto ti regalano anche nuovi stimoli».

 

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