Il dolore
Muore a 24 anni nell’auto ribaltata
di Martina Trivigno
Il giovane, in Valdinievole da qualche mese, tornava dal lavoro sulla via Francesca Sud
3 MINUTI DI LETTURA
LARCIANO. Un lenzuolo bianco, steso sul suo corpo immobile, ha intrappolato per sempre tutti i sogni di quel giovane nel fiore dei suoi anni. Un'immagine triste e terribile che non si può dimenticare. Antonio Maria Parisi avrebbe compiuto 24 anni il prossimo 18 novembre. Ma il suo destino è stato spezzato via prima, crudelmente, in via Francesca Sud, a Larciano. Un forte impatto, prima; poi lo sbalzo fuori dell'auto. Antonio stava tornando a casa dopo il lavoro. Erano circa le 15,30 di ieri e stava percorrendo la strada regionale, in direzione località Le Baccane, a bordo della sua Peugeot 206. Ma quando ha svoltato a destra, in via Gramsci, è avvenuta la tragedia. Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri di Larciano e della Polizia municipale di Lamporecchio, nessun altro veicolo è rimasto coinvolto nell'incidente. Il giovane deve aver quindi perso il controllo del veicolo di cui era alla guida. Non un segno di frenata sull'asfalto, ma solo l'auto che ha invaso la corsia opposta per poi capottarsi e terminare la sua corsa mortale in un boschetto che costeggia la strada. Il suo corpo, ora a disposizione del magistrato di turno, è stato in parte sbalzato fuori dalla macchina e, a causa delle gravi lesioni riportate, il giovane è morto sul colpo. Nonostante il tempestivo arrivo dell'automedica del 118 di Lamporecchio e di un'ambulanza del Soccorso pubblico di Larciano, i sanitari non hanno potuto far altro che constatare il decesso. Il cuore del giovane, ormai, aveva già smesso di battere. Sul luogo della tragedia, sono intervenuti anche i vigili del fuoco che, con una gru, hanno liberato il suo corpo, rimasto in parte intrappolato tra le lamiere dell'auto, mentre via Gramsci è rimasta chiusa al traffico per oltre tre ore. Una tragedia, quella di via Francesca, che ha colpito l'intera comunità larcianese e non solo. Un ragazzo, Antonio, stimato e ben voluto da tutti per il suo carattere solare. Da qualche mese, poi, lavorava come cameriere al ristorante Quattro Assi, nel comune di Cerreto Guidi, non molto distante dal luogo in cui la sua giovane vita si è spenta per sempre. Aveva preso la patente soltanto quindici giorni fa, Antonio. Era felice, qui in Toscana. A Larciano abitava la sua fidanzata, con la quale viveva. Per amore di lei aveva lasciato la sua città natale, Padula, in provincia di Salerno. Così come la sua famiglia d'origine, i genitori e il fratello gemello, Francesco. Ci teneva a lavorare, a mantenersi da solo. Aveva anche presentato domanda al Soccorso pubblico di Larciano - la cui ambulanza, per ironia della sorte, è stata la prima a soccorrerlo - per fare lì il servizio civile regionale. Ma poi gli era stato rinnovato il contratto al ristorante e aveva dunque rinunciato. Tanti sogni nel cassetto e, adesso, nessun futuro. Ora che il suo sorriso si è spento per sempre.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
