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Inizia la bonifica della discarica sotterrata a Sorana

Inizia la bonifica della discarica sotterrata a Sorana

Dopo 35 anni di oblìo l’Arpat dispone le operazioni Donzelli (Fdi): «I documenti dimostrano che tutti sapevano»

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PESCIA. Un intervento di bonifica per il campetto di Sorana. Lo ha disposto l'Arpat, Agenzia per l'ambiente della Regione in seguito alla denuncia del capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale Giovanni Donzelli. Sarà la stessa amministrazione a provvedere ai lavori di ripulitura, propedeutici alla bonifica dell'area, già nei prossimi giorni (secondo Arpat l'inizio delle operazioni di pulizia era previsto già da ieri). Secondo i rilievi effettuati dall'Agenzia per l'ambiente della Regione nell'area sono interrati rifiuti ingombranti, elettrici ed elettronici, che «evidenziano valori significativi di alcuni metalli (alluminio, ferro, piombo e cromo)». Arpat specifica come si tratti di rifiuti non pericolosi, ma non esclude la contaminazione di due sorgenti d'acqua: la Tignoso e il deposito Sorana Bassa.

Lo scorso 15 settembre proprio il consigliere Donzelli aveva effettuato, su sollecitazione di alcuni residenti, un sopralluogo dell'area, in seguito al quale aveva scritto ad Arpat chiedendone un tempestivo intervento. Sulla faccenda il consigliere aveva già presentato, lo scorso 7 agosto, un’interrogazione al presidente della Regione per sapere in che modo e in quali tempi si intendesse intervenire per disinquinare il campo sportivo, e se non fosse necessario analizzare lo stato delle falde acquifere e quindi delle acque utilizzate a scopo alimentare. Alcuni residenti già da tempo avevano denunciato, infatti, con preoccupazioni relative alla salute, le condizioni del campetto, sia al nostro giornale che alla stessa Arpat. Come mai solo adesso si è deciso di intervenire? La discarica interrata nel campo sportivo giace lì da 35 anni. In questo tempo diverse sono le amministrazioni che si sono alternate a Pescia, perché nessuna è intervenuta prima?

I rifiuti interrati sono quelli provenienti dall'impresa Mas (Ex Adesin) di Calamari, che compare nell'elenco dei siti contaminati citati nel rapporto ambientale 2007/2010 del Comune di Pescia, e ancora prima nel piano bonifica rifiuti della Regione Toscana del 1999. Secondo il lavoro di revisione eseguito dall’Arpat il sito era stato escluso dall’obbligo di interventi di bonifica, ma invece, proprio il campo sportivo di Sorana figurava tra i siti da bonificare con priorità "a medio termine". Perché nessuno ha ritenuto di dovere intervenire prima? Sono stati destinati dei soldi per la bonfica? Come e dove sono stati impiegati? «Siamo soddisfatti che il nostro intervento sia decisivo per attivare il commissario del Comune di Pescia a risolvere una situazione che si trascina da così tanti anni – ha sottolineato Donzelli - ma al tempo stesso non possiamo che rimanere esterrefatti di come negli anni, le amministrazioni locali, che come dimostrano gli stessi documenti forniti da Arpat erano perfettamente a conoscenza della situazione, non siano mai realmente intervenute».

In seguito alla segnalazione al nostro giornale, nell'ottobre del 2015, l'amministrazione guidata dall'ex sindaco Oreste Giurlani si limitò a predisporre un sopralluogo da parte di alcuni tecnici comunali. «A Sorana non si può parlare di inquinamento ambientale – disse allora l'ex assessore all'ambiente Marco Della Felice - pur in presenza di un abbandono di rifiuti, non si è determinato nell'ambiente circostante nessuna situazione di pregiudizio tale da nuocere al suolo e alle acque e quindi intaccare l'ecosistema».

Maria Salerno

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