Sicurezza
Capriolo sbranato dai lupi a Pontito. Cresce l’allarme
La carcassa dell’animale avvistata da un gruppo di residenti. L’esperto rassicura: «Nessun pericolo per gli uomini»
PESCIA. La carcassa del capriolo giaceva sul ciglio della strada, poco fuori dal centro abitato di Pontito, quando è stata avvistata da un gruppo di residenti. E tanto è bastato – averla vista squartata e in parte mangiata – per accendere la preoccupazione nei circa 50 abitanti che popolano la località della Svizzera pesciatina. Il loro pensiero è corso subito al lupo e al fatto che il predatore, poco tempo prima del ritrovamento della carcassa, avesse fatto un’incursione proprio lì, a Pontito.
Per saperne qualcosa di più – e soprattutto capire se vi sia davvero il lupo dietro alla morte del capriolo – abbiamo mostrato la foto dell’animale ucciso a Danilo Giusti, collaboratore della Castanea, società cooperativa di Pistoia. Il ricercatore, che si occupa di un progetto di ricerca e monitoraggio del lupo nella provincia di Pistoia, finanziato dalla Regione e co-finanziato dagli enti locali, ha specificato che è difficile dirlo senza una perizia. Comunque l’uccisione potrebbe essere effettivamente compatibile con un intervento dei lupi.
Un altro episodio che si somma ai diversi casi che si sono verificati negli ultimi mesi. Come ci ha raccontato Claudio Brucini che, più di un mese fa, ha ricordato la triste fine delle sue due caprette, uccise nel podere di sua proprietà, ai Pianacci di Uzzano. O come la testimonianza di Maura Pellugi che, nella zona tra il fiume Cessana e la strada che porta a Buggiano Castello, a luglio, avrebbe visto, dalla finestra della sua casa, un capriolo azzannato e ucciso da un lupo. Mentre, alcuni giorni prima, ancora un altro episodio simile era accaduto a Massa e Cozzile, sulle colline di Croci, dove i proprietari di una villa avevano trovato le carcasse delle loro due capre. Cresce, insomma, il numero dei casi di attacchi ai danni di altri animali da parte dei lupi.
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Ma, rassicura Giusti, gli uomini non devono tenere per la loro incolumità. «È comprensibile – spiega il ricercatore – la preoccupazione della gente. Qui in Valdinievole c’è un gruppo familiare di lupi, che hanno riconquistato dei territori dai quali erano stati cacciati». Ma perché, ultimamente, si avvicinano così tanto ai centri abitati? «In questo comportamento – prosegue – non c’è niente di preoccupante. I lupi si avvicinano alle case per cacciare gli ungulati e la selvaggina, che sono le loro prede. Fa parte dell’etologia dell’animale».
Resta il fatto che non farebbe piacere a nessuno trovarsi faccia a faccia con un lupo. «Nel caso in cui lo si incontrasse e notasse la nostra presenza – conclude Giusti – basta fare un po’ di rumore e il lupo fuggirà. Se invece non ci vedesse, consiglio di tornare indietro, con molta calma».
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