Il Tirreno

Montecatini

L’addio di Lapenna al suo scranno dopo 42 anni

Giovanna La Porta
Alberto Lapenna durante il suo ultimo intervento in consiglio
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Alberto Lapenna durante il suo ultimo intervento in consiglio

Consiglio comunale riunito per approvare le dimissioni e la surroga di Giovanni Spadoni. Applausi e commozione 

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MONTECATINI. Sono passati 42 anni da quando l’allora sindaco Lenio Riccomi affidò a un giovanissimo Alberto Lapenna il suo primo incarico di assessore del comune di Montecatini. Cultura e spettacolo, settore al quale è sempre rimasto legato, tanto da collaborare anche nella legislatura corrente con gli amici-avversari del centrosinistra per molti eventi significativi, in primis l’organizzazione della kermesse di Gigi Proietti di pochi mesi fa al Teatro Verdi, archiviata come un successo storico di Rai Uno.

Lunedì mattina, 18 settembre, Lapenna è entrato nell’aula consiliare per congedarsi, stavolta, dall’assemblea che lo ha visto impegnato in vari ruoli per otto lustri e qualche spicciolo. E ha ripercorso, in una manciata di minuti, emozioni e ricordi di una vita intera. Proprio partendo da quella giornata particolare del 1975, quando per la prima volta prese posto sugli scranni dell’aula di viale Verdi. Il consiglio comunale ha approvato all’unanimità la surroga del consigliere Lapenna, dimissionario (che entrerà a far parte del Corecom regionale, carica incompatibile con quella di consigliere comunale), con Giovanni Spadoni, il primo dei non eletti in Forza Italia nel 2014.

Travolto da un fiume di stima e di affetto, ha salutato i colleghi consiglieri con grande commozione e ha ricordato i principali aneddoti di una lunga carriera politica in città (è stato pure sindaco dal 1987 al 1990). E da gentiluomo della Prima Repubblica ringraziato tutti, citando gli storici dipendenti del Comune.

«Il mio – ha detto – è un invito a lavorare per il bene comune, stemperando i toni accesi. La politica si fa con passione ed educazione, è un insegnamento che va trasmesso a tutti». Poi, accompagnato da un lungo applauso, è andato a sedersi in fondo alla sala consiliare lasciando vuoto il suo posto per alcuni minuti. Un invito, il suo, a muoversi per il bene della città che viene prima delle fazioni e dei partiti.

I colleghi di opposizione Quaranta e Baroncini hanno reso omaggio al “maestro e padre politico”. La consigliera Silvia Motroni ha ringraziato Lapenna “per averle insegnato i meccanismi della politica dal momento del suo ingresso nel consiglio”. Dai banchi della maggioranza si sono levate parole di apprezzamento pronunciate da Morini, Baldecchi e Chelli che hanno citato episodi ed eventi che portano la firma di Lapenna, in primis il “Maggio Mirò”.

Il sindaco Bellandi e il presidente del consiglio comunale Rastelli hanno salutato Lapenna per il grande contributo e per “il modo di fare politica sempre vicino alla gente e con una passione indiscussa e riconosciuta al di là degli schieramenti”, e dato il benvenuto a Giovanni Spadoni, che ha raccolto il primo applauso da consigliere dopo aver preso posto nel suo nuovo scranno in consiglio comunale.

Per lui è un ritorno dopo l’esperienza del 2009-2014.


 

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