Il dolore
l’interrogazione
Subito un piano contro le alluvioni
Silvia Motroni chiede uno studio: «Ci sono anche i soldi del governo»
2 MINUTI DI LETTURA
MONTECATINI. Un piano per far fronte alle emergenze idrogeologiche. È quanto chiede la consigliera comunale Silvia Motroni (lista Ora) in un’interrogazione che sarà discussa in consiglio comunale. “I recenti episodi di piogge cicloniche che si sono abbattute sulla Toscana e sulla nostra città, determinate da cambiamenti climatici, ci fanno ritenere che le stesse non siano da considerarsi più eventi eccezionali. Ma se l’acqua fosse caduta a Montecatini invece che a Livorno, cosa sarebbe successo?”.
“Livorno – prosegue Motroni – non è un caso sporadico. Qui non siamo a cercare responsabilità, ma a capire come possiamo mettere in piedi un serio piano di emergenza. Occorre elaborare uno studio in città delle zone particolarmente a rischio per individuare la differenziazione degli interventi. Preme pertanto istituire sin da subito un tavolo costituito dai massimi esperti in campo per elaborare un piano di emergenza da diramare ai cittadini in casi di allerta. Il cittadino deve essere preparato su cosa fare e come muoversi”.
“Oltre a questo – si legge nel documento – va poi affrontato il tema dell’adeguamento delle strutture esistenti alle nuove evenienze metereologiche. I tombini non sono più in grado di accogliere una massa considerevole di acqua caduta in breve tempo, le casse di espansione dei corsi d’acqua non sono più idonee a sostenere un carico esagerato di acqua, i fiumi tombati devono avere lo spazio necessario per maggiori flussi. La progettualità va fatta di concerto con il Consorzio di bonifica assicurandosi che le opere di manutenzione vadano da qui in avanti effettuate prima e dopo ogni evento naturale. Il governo Renzi ha messo a disposizione 9 miliardi da spendere fino al 2023 per le opere di protezione del territorio da eventi naturali di carattere idrogeologico. Basta solo mettersi al tavolino, elaborare un progetto e realizzarlo”. (mec)
“Livorno – prosegue Motroni – non è un caso sporadico. Qui non siamo a cercare responsabilità, ma a capire come possiamo mettere in piedi un serio piano di emergenza. Occorre elaborare uno studio in città delle zone particolarmente a rischio per individuare la differenziazione degli interventi. Preme pertanto istituire sin da subito un tavolo costituito dai massimi esperti in campo per elaborare un piano di emergenza da diramare ai cittadini in casi di allerta. Il cittadino deve essere preparato su cosa fare e come muoversi”.
“Oltre a questo – si legge nel documento – va poi affrontato il tema dell’adeguamento delle strutture esistenti alle nuove evenienze metereologiche. I tombini non sono più in grado di accogliere una massa considerevole di acqua caduta in breve tempo, le casse di espansione dei corsi d’acqua non sono più idonee a sostenere un carico esagerato di acqua, i fiumi tombati devono avere lo spazio necessario per maggiori flussi. La progettualità va fatta di concerto con il Consorzio di bonifica assicurandosi che le opere di manutenzione vadano da qui in avanti effettuate prima e dopo ogni evento naturale. Il governo Renzi ha messo a disposizione 9 miliardi da spendere fino al 2023 per le opere di protezione del territorio da eventi naturali di carattere idrogeologico. Basta solo mettersi al tavolino, elaborare un progetto e realizzarlo”. (mec)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google