Sicurezza
Alberghi più che promossi in accoglienza
di David Meccoli
Montecatini, quasi 86.000 giudizi espressi sul web su 135 strutture ricettive: bene anche posizione e vitto, appena sufficienti costi e camere
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MONTECATINI. La percezione del turismo in città ai tempi del web. Soprattutto, di TripAdvisor e Booking. E, forse un po’ a sorpresa, le nostre strutture dell’accoglienza non ne escono poi male. È quanto emerge da uno studio eseguito dalla società Travel Appeal per conto di Assohotel Confesercenti (grazie a un co-finanziamento del Comune), nell’ambito di un progetto che per ora ha fotografato il recente passato (settembre 2016-agosto 2017), ma che da qui a un anno fornirà agli operatori del settore dati e strumenti utili per modificare in tempo reale strategie e adeguarsi alle nuove esigenze.
Certo, i nostri alberghi non saranno ai livelli di eccellenza come quelli registrati – tanto per fare un paio di esempi – in Alto Adige o in talune zone della Puglia, ma il “sentiment positivo” che si respira dalle recensioni su internet raggiunge un comunque ragguardevole 83,2% totale: un giudizio quindi ampiamente più che sufficiente. Quasi 86.000 le opinioni rilevate nello studio, per un totale di 135 strutture alberghiere. Si tratta delle recensioni che un utente può aver scritto su Booking (la maggioranza: 12.000), TripAdvisor (oltre 5.000) o anche su Facebook (un migliaio) o su decine di altri siti.
Ampiamente promossi sul fronte dell’accoglienza (93% di opinioni positive), o nella posizione (91), siamo invece nella media per la ristorazione interna (81), mentre caliamo decisamente per ciò che riguarda camere (62,5) e costi (62,4). E pur essendo difficilmente paragonabili soprattutto per numeri assoluti (18.000 contro 800), gli alberghi escono battuti dal settore extralberghiero: 87,5% a 83,2%.
Altro confronto interessante è quello che allinea sostanzialmente i dati delle strutture di Montecatini con quelli della Toscana (84,6) o dell’Italia (82,4), o ancora con competitor termali quali Chianciano (82) o Salsomaggiore (81,4).
I più soddisfatti dei nostri alberghi? Spagnoli e russi, e poi le famiglie, le coppie e i gruppi; meno gli italiani e i tedeschi, i clienti business e i single.
Punte di recensioni si registrano soprattutto in concomitanza con grandi eventi, che però fanno scendere (seppur di poco) la media dei “sentiment”: Slow Wine è all’81,5%, Città del Natale 82,7 (ben 13.700 le opinioni), Campionati europei di bridge 81,8, Maxibasket 83,3, Lucca Comics 81,9.
Solo il 33,4% su TripAdvisor e il 14,3% su Booking, infine, sono le risposte da parte degli albergatori sul totale delle recensioni.
«I numeri forniti in questa prima fase del progetto – spiega l’assessora al Turismo Alessandra De Paola – devono servire da base di partenza per invertire la tendenza relativa alla diminuzione dei ricavi degli hotel. Sono inoltre uno strumento in mano sia agli imprenditori per andare nella direzione più apprezzata dal cliente, sia da diffondere a livello provinciale e regionale per integrarli alle statistiche sulle presenze e indirizzare le prossime azioni sistemiche».
«Quando ho assunto la presidenza di Assohotel nel 2015 – dice Fabio Cenni – ho manifestato la volontà di aggiornare la nostra categoria. Da qui abbiamo intuito che il paradigma che lega prezzo e reputazione di una singola struttura deve esistere anche a livello aggregato su tutta la città e ci siamo quindi messi alla ricerca di un prodotto che “ascoltasse” la rete. Ci siamo rivolti così a Travel Appeal, che ha sviluppato algoritmi in grado di leggere ed esaminare tali dati».
Il progetto proseguirà per un anno: in questo periodo saranno analizzati i “sentiment” non solo per gli alberghi, ma anche per il settore della ristorazione, delle terme e delle attività culturali.
Certo, i nostri alberghi non saranno ai livelli di eccellenza come quelli registrati – tanto per fare un paio di esempi – in Alto Adige o in talune zone della Puglia, ma il “sentiment positivo” che si respira dalle recensioni su internet raggiunge un comunque ragguardevole 83,2% totale: un giudizio quindi ampiamente più che sufficiente. Quasi 86.000 le opinioni rilevate nello studio, per un totale di 135 strutture alberghiere. Si tratta delle recensioni che un utente può aver scritto su Booking (la maggioranza: 12.000), TripAdvisor (oltre 5.000) o anche su Facebook (un migliaio) o su decine di altri siti.
Ampiamente promossi sul fronte dell’accoglienza (93% di opinioni positive), o nella posizione (91), siamo invece nella media per la ristorazione interna (81), mentre caliamo decisamente per ciò che riguarda camere (62,5) e costi (62,4). E pur essendo difficilmente paragonabili soprattutto per numeri assoluti (18.000 contro 800), gli alberghi escono battuti dal settore extralberghiero: 87,5% a 83,2%.
Altro confronto interessante è quello che allinea sostanzialmente i dati delle strutture di Montecatini con quelli della Toscana (84,6) o dell’Italia (82,4), o ancora con competitor termali quali Chianciano (82) o Salsomaggiore (81,4).
I più soddisfatti dei nostri alberghi? Spagnoli e russi, e poi le famiglie, le coppie e i gruppi; meno gli italiani e i tedeschi, i clienti business e i single.
Punte di recensioni si registrano soprattutto in concomitanza con grandi eventi, che però fanno scendere (seppur di poco) la media dei “sentiment”: Slow Wine è all’81,5%, Città del Natale 82,7 (ben 13.700 le opinioni), Campionati europei di bridge 81,8, Maxibasket 83,3, Lucca Comics 81,9.
Solo il 33,4% su TripAdvisor e il 14,3% su Booking, infine, sono le risposte da parte degli albergatori sul totale delle recensioni.
«I numeri forniti in questa prima fase del progetto – spiega l’assessora al Turismo Alessandra De Paola – devono servire da base di partenza per invertire la tendenza relativa alla diminuzione dei ricavi degli hotel. Sono inoltre uno strumento in mano sia agli imprenditori per andare nella direzione più apprezzata dal cliente, sia da diffondere a livello provinciale e regionale per integrarli alle statistiche sulle presenze e indirizzare le prossime azioni sistemiche».
«Quando ho assunto la presidenza di Assohotel nel 2015 – dice Fabio Cenni – ho manifestato la volontà di aggiornare la nostra categoria. Da qui abbiamo intuito che il paradigma che lega prezzo e reputazione di una singola struttura deve esistere anche a livello aggregato su tutta la città e ci siamo quindi messi alla ricerca di un prodotto che “ascoltasse” la rete. Ci siamo rivolti così a Travel Appeal, che ha sviluppato algoritmi in grado di leggere ed esaminare tali dati».
Il progetto proseguirà per un anno: in questo periodo saranno analizzati i “sentiment” non solo per gli alberghi, ma anche per il settore della ristorazione, delle terme e delle attività culturali.
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