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Tutti a Firenze per fermare la scure sul Centro di ricerca

Tutti a Firenze per fermare la scure sul Centro di ricerca

150 persone all’assemblea organizzata dagli Amici del Padule di Fucecchio La presidente Petrassi vuol incontrare Vanni, Legambiente si appella a Rossi

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LARCIANO. L’hanno definita, senza mezzi termini, una «politica di smantellamento di un intero settore».

Per i membri dell’associazione Amici del Padule di Fucecchio, infatti, la sentenza definitiva sulla chiusura del Centro di ricerca, documentazione e promozione del Padule di Fucecchio – e, di conseguenza, il licenziamento dei due dipendenti Enrico Zarri e Alessio Bartolini – sarebbe già stata emanata. Implacabile e senza possibilità di appello. Ma, nonostante questa forte convinzione, hanno deciso si scendere in campo e combattere. Fino alla fine.

Più di 150 persone hanno partecipato, martedì, all’assemblea organizzata a Larciano dagli Amici del Padule di Fucecchio insieme alle associazioni ambientaliste di tutta la Toscana. «Non facciamolo chiudere», il grido disperato che è riecheggiato, sempre, durante l’incontro, all’interno della sala “Il Progresso” . «Domani – ha esordito la presidente Simona Petrassi – se il cda non troverà nuove soluzioni, quest’area d’importanza internazionale chiuderà. Ma noi non resteremo fermi a guardare. Stiamo organizzando una grande manifestazione unitaria, che si terrà davanti a uno dei palazzi della Regione, a Firenze. Saremo in prima linea per difendere il Centro e i suoi due dipendenti. Piuttosto che licenziare, però, le istituzioni locali e regionali dovrebbero lavorare per rendere meno precario il fondamentale lavoro di collaboratori e volontari. Non annientarlo».

«Nel 2017 – prosegue Petrassi – la Regione ha stanziato 140. 000 euro, da spartire tra le 46 riserve presenti in Toscana. In sostanza, resta poco o niente. Viene sacrificato, così, tutto ciò che di importante il Centro ha realizzato nei suoi anni di attività: progettazioni ambientali, coinvolgimento di 75. 000 studenti delle scuole di ogni ordine e grado, promozione turistica e tutela della biodiversità».

«Non siamo qui a difendere due dipendenti – ha detto la guida ambientale Donatella Zaccagna – ma il loro lavoro. Perché interrompere un’esperienza che dura da oltre 20 anni? Sono Zarri e Bartolini, con passione e impegno, a permettere lo svolgimento dei numerosi progetti». Poi, a parlare, è stato Fausto Ferruzza, presidente regionale di Legambiente. «Stasera – ha esordito – qui in platea c’è qualche grande assente. Mi rivolgo, tra gli altri, al presidente della Regione, Enrico Rossi. Venga in Padule, governatore. Venga a vedere quanta gente si sta muovendo, qui, per difendere una causa giusta». E anche il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Giacomo Giannarelli, ha portato il proprio sostegno alle associazioni, intervenendo sul palco. «Sono qui, stasera, per raccogliere le vostre istanze – ha detto – e nella prossima commissione regionale ambiente, di cui sono vicepresidente, farò richiesta di audizione. Ho visitato il Padule di Fucecchio un anno fa. È necessario tutelare questo paesaggio e le risorse che è in grado di offrire. Sarò al vostro fianco, anche durante la manifestazione a Firenze».

Nel frattempo prosegue la raccolta firme che ha lo scopo di chiedere ai Comuni di Lamporecchio e Larciano, usciti dal Centro nel 2014, di rientrare. «Abbiamo raccolto – conclude Vincenzo Cannici, uno dei promotori della petizione – più di 1700 firme. Un segnale forte e chiaro sulla volontà della cittadinanza di voler salvare, una volte per tutte, il Centro di ricerca».

Martina Trivigno



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