Il dolore
Via Poggio alla Baghera vuole l’acquedotto
La rabbia dei residenti: per prelevare l’acqua installate due cisterne. Ma spesso non è bevibile
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LAMPORECCHIO. L’acqua, durante tutto l’anno, arriva a singhiozzo o addirittura, in alcune torride giornate estive, manca del tutto. Ma ciò che preoccupa ancora di più Romana Pecchioli e Stefano Cammilli di Poggio alla Baghera, località collinare di Lamporecchio, è la non potabilità dell’acqua che sgorga dai rubinetti della loro casa.
Lì l’acquedotto pubblico non è mai arrivato: la località, infatti, sorge a 350 metri di altezza, e per raggiungerla bisogna percorrere una strada ripida e tortuosa. «La civiltà si è fermata diverse centinaia di metri prima di noi», dicono i due coniugi che vivono lì da circa nove anni.
«La situazione è sempre stata questa – aggiungono – ma ora siamo esasperati». Quassù, per prelevare l’acqua, sono state installate due cisterne, collegate alle abitazioni. A gestirle, il comitato “Miglioramento la Baghera” . Ma, secondo il racconto dei coniugi, la bolletta annuale sarebbe molto salata. E, soprattutto, l’acqua non bevibile. «Non la diamo nemmeno al nostro cane – spiegano – perché il filtro della doccia, ad esempio, si intasa molto spesso, a causa di un pietrisco non meglio identificato. Ogni anno, poi, riceviamo una comunicazione scritta da parte del Comitato, che specifica, appunto, di utilizzarla esclusivamente per uso esterno e di non ingerirla. E nonostante tutti i disservizi che siamo costretti a subire durante l’anno, la bolletta sale alle stelle: per noi l’acqua ha un costo di 2, 50 euro al metro cubo».
Esasperati, si sono quindi rivolti al Comune di Lamporecchio. «Ho parlato con il sindaco Alessio Torrigiani – spiega il signor Stefano – ma mi sono sentito rispondere che sarebbe un intervento troppo oneroso per le casse comunali portare l’acquedotto quassù, a Poggio alla Baghera. Ormai da tempo, però, ci chiediamo se sia ancora possibile, nel 2017, non disporre dell’acqua potabile in casa».
«Per questo – concludono i coniugi – vogliamo fare un appello ad Acque Spa. Perché sia messo a conoscenza della difficile situazione in cui siamo costretti a vivere e perché vengano avviate le pratiche per portare la civiltà anche qui, alla Baghera».
Martina Trivigno
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Lì l’acquedotto pubblico non è mai arrivato: la località, infatti, sorge a 350 metri di altezza, e per raggiungerla bisogna percorrere una strada ripida e tortuosa. «La civiltà si è fermata diverse centinaia di metri prima di noi», dicono i due coniugi che vivono lì da circa nove anni.
«La situazione è sempre stata questa – aggiungono – ma ora siamo esasperati». Quassù, per prelevare l’acqua, sono state installate due cisterne, collegate alle abitazioni. A gestirle, il comitato “Miglioramento la Baghera” . Ma, secondo il racconto dei coniugi, la bolletta annuale sarebbe molto salata. E, soprattutto, l’acqua non bevibile. «Non la diamo nemmeno al nostro cane – spiegano – perché il filtro della doccia, ad esempio, si intasa molto spesso, a causa di un pietrisco non meglio identificato. Ogni anno, poi, riceviamo una comunicazione scritta da parte del Comitato, che specifica, appunto, di utilizzarla esclusivamente per uso esterno e di non ingerirla. E nonostante tutti i disservizi che siamo costretti a subire durante l’anno, la bolletta sale alle stelle: per noi l’acqua ha un costo di 2, 50 euro al metro cubo».
Esasperati, si sono quindi rivolti al Comune di Lamporecchio. «Ho parlato con il sindaco Alessio Torrigiani – spiega il signor Stefano – ma mi sono sentito rispondere che sarebbe un intervento troppo oneroso per le casse comunali portare l’acquedotto quassù, a Poggio alla Baghera. Ormai da tempo, però, ci chiediamo se sia ancora possibile, nel 2017, non disporre dell’acqua potabile in casa».
«Per questo – concludono i coniugi – vogliamo fare un appello ad Acque Spa. Perché sia messo a conoscenza della difficile situazione in cui siamo costretti a vivere e perché vengano avviate le pratiche per portare la civiltà anche qui, alla Baghera».
Martina Trivigno
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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