Toscana
Spacciavano in pineta in pieno giorno
Due 19enni arrestati dalla polizia nel parco di Montecatini mentre aspettavano i clienti nascosti dietro a un cespuglio
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PISTOIA. Seduti su un basso muretto, se ne stavano acquattati dietro un cespuglio, in attesa di nuovi clienti. Credendo di non essere visti. Ma si sbagliavano. La loro presenza non è sfuggita ai poliziotti che stavano perlustrando il parco proprio per contrastare il fenomeno dello spaccio di droga. I due ragazzi si sono alzati di scatto, hanno gettato il loro zaino a terra... Troppo tardi.
Erano da poco passate le tre di giovedì pomeriggio. Entrambi 19enni e incensurati, sono finiti in manette per detenzione ai fin di spaccio. Addosso, prima, e durante la perquisizione a casa poi, la polizia ha recuperato complessivamente quasi 42 grammi di marijuana. Oltre a soldi, bilancino di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi. Su disposizione del pm di turno in procura, i due ragazzi – uno residente a Larciano, l’altro in provincia di Mantova, ma ospite da alcuni giorni dell’amico – sono stati messi agli arresti domiciliari in attesa dell’interrogatorio di garanzia.
«Una risposta puntuale della polizia alle lamentele e alle segnalazioni della gente sul fenomeno dello spaccio anche da parte di ragazzi e ragazzini in certe zone della città, soprattutto all’interno della pineta» spiega il vicequestore Mara Ferasin, dirigente del commissariato di Montecatini. I cui uomini, nella giornata di giovedì, hanno potuto contare anche sula collaborazione di quattro pattuglie del Reparto prevenzione crimine di Firenze, che periodicamente arrivano in Valdinievole per rendere ancor più capillare i servizi di controllo a tappeto nelle aree più rischio.
Come detto, è stata una pattuglia impegnata nei controlli di prevenzione che, addentrandosi in pineta, ha scorto i due giovani spacciatori mentre percorreva via delle Palme. I poliziotti hanno subito intuito il motivo della loro presenza lì. I due ragazzi hanno cercato di negare di avere con loro della droga, ma quando sono stati invitati a svuotare lo zaino la verità è venuta fuori: in un portasigarette, cinque bustine di marijuana. A quel punto, sul posto sono arrivate altre due pattuglie, assieme anche agli investigatori della squadra di polizia giudiziaria. Sono stati questi ultimi ad andare a Larciano per perquisire l’abitazione dei due. E lì hanno scoperto altre 32 dosi, in un armadio in camera del ragazzo di Larciano.
L’amico suo ospite ha raccontato ai poliziotti del commissariato di aver acquistato la droga due settimane prima, a Parma, da un cittadino extracomunitario, per 200 euro. Per poi, il 3 settembre, farsi accompagnare in auto dal padre a Larciano, a casa del suo coetaneo, che aveva conosciuto per caso su un social. E lì, in camera dell’amico, insieme avevano suddiviso la droga in dosi da circa un grammo con bilancino e sacchettini di plastica. Versione confermata dall’altro ragazzo, che ha ammesso inoltre che da un paio di giorni lui e l’amico andavano al parco per vendere la marijuana per circa 10 euro a dose.
«Da sottolineare – aggiunge il vicequestore Ferasin – il fatto che questi due ragazzi così giovani e incensurati avessero, stando anche ai soldi loro trovati addosso, già un discreto di clienti».
Per entrambi, il pm Giuseppe Grieco ha disposto gli arresti domiciliari nell’abitazione di Larciano, in attesa dell’interrogatorio per la convalida dell’arresto, che ci sarà lunedì mattina in tribunale.
Massimo Donati
Erano da poco passate le tre di giovedì pomeriggio. Entrambi 19enni e incensurati, sono finiti in manette per detenzione ai fin di spaccio. Addosso, prima, e durante la perquisizione a casa poi, la polizia ha recuperato complessivamente quasi 42 grammi di marijuana. Oltre a soldi, bilancino di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi. Su disposizione del pm di turno in procura, i due ragazzi – uno residente a Larciano, l’altro in provincia di Mantova, ma ospite da alcuni giorni dell’amico – sono stati messi agli arresti domiciliari in attesa dell’interrogatorio di garanzia.
«Una risposta puntuale della polizia alle lamentele e alle segnalazioni della gente sul fenomeno dello spaccio anche da parte di ragazzi e ragazzini in certe zone della città, soprattutto all’interno della pineta» spiega il vicequestore Mara Ferasin, dirigente del commissariato di Montecatini. I cui uomini, nella giornata di giovedì, hanno potuto contare anche sula collaborazione di quattro pattuglie del Reparto prevenzione crimine di Firenze, che periodicamente arrivano in Valdinievole per rendere ancor più capillare i servizi di controllo a tappeto nelle aree più rischio.
Come detto, è stata una pattuglia impegnata nei controlli di prevenzione che, addentrandosi in pineta, ha scorto i due giovani spacciatori mentre percorreva via delle Palme. I poliziotti hanno subito intuito il motivo della loro presenza lì. I due ragazzi hanno cercato di negare di avere con loro della droga, ma quando sono stati invitati a svuotare lo zaino la verità è venuta fuori: in un portasigarette, cinque bustine di marijuana. A quel punto, sul posto sono arrivate altre due pattuglie, assieme anche agli investigatori della squadra di polizia giudiziaria. Sono stati questi ultimi ad andare a Larciano per perquisire l’abitazione dei due. E lì hanno scoperto altre 32 dosi, in un armadio in camera del ragazzo di Larciano.
L’amico suo ospite ha raccontato ai poliziotti del commissariato di aver acquistato la droga due settimane prima, a Parma, da un cittadino extracomunitario, per 200 euro. Per poi, il 3 settembre, farsi accompagnare in auto dal padre a Larciano, a casa del suo coetaneo, che aveva conosciuto per caso su un social. E lì, in camera dell’amico, insieme avevano suddiviso la droga in dosi da circa un grammo con bilancino e sacchettini di plastica. Versione confermata dall’altro ragazzo, che ha ammesso inoltre che da un paio di giorni lui e l’amico andavano al parco per vendere la marijuana per circa 10 euro a dose.
«Da sottolineare – aggiunge il vicequestore Ferasin – il fatto che questi due ragazzi così giovani e incensurati avessero, stando anche ai soldi loro trovati addosso, già un discreto di clienti».
Per entrambi, il pm Giuseppe Grieco ha disposto gli arresti domiciliari nell’abitazione di Larciano, in attesa dell’interrogatorio per la convalida dell’arresto, che ci sarà lunedì mattina in tribunale.
Massimo Donati
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