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«Così abbiamo ritrovato il villeggiante disperso»

«Così abbiamo ritrovato il villeggiante disperso»

LAMPORECCHIO. La prima cosa che hanno notato, è stato il suo cappellino blu, incastrato tra i rovi. Poi, alzando lo sguardo, lo hanno visto, con ancora indosso la felpa rossa. E, a quel punto, hanno...

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LAMPORECCHIO. La prima cosa che hanno notato, è stato il suo cappellino blu, incastrato tra i rovi. Poi, alzando lo sguardo, lo hanno visto, con ancora indosso la felpa rossa. E, a quel punto, hanno sorriso, tirando, dopo giorni e notti di interminabili ricerche, un sospiro di sollievo. Giorgio Debandi, il turista genovese con disabilità scomparso da Poggio alla Baghera, nella frazione di Porciano, a Lamporecchio, era proprio lì, davanti ai loro occhi. In evidente stato confusionale ma, quel che più conta, vivo.

Il ritrovamento del 39enne risale a ieri mattina, intorno alle 10,30. Quando i vigili del fuoco, insieme a una squadra della Protezione civile di Chiesina Uzzanese, hanno iniziato a perlustrare un’area non molto lontana dal luogo della scomparsa.

«Giorgio – racconta Ivano Lucchesi, presidente della Protezione civile – non aveva fatto molta strada. Si trovava, però, in una zona non bonificata, apparentemente impenetrabile. Ma, nonostante questo, con il vigile del fuoco di Pistoia Giovanni Di Gaetano e la mia squadra, formata da Simone Crisci e Lucia Zucca, ci siamo addentrati in quell’intrico di rovi».

«L’abbiamo trovato – prosegue Lucchesi – Gridavo, quasi senza accorgermene, ero troppo felice. A quel punto mi sono avvicinato, ho cercato di tranquillizzarlo e gli ho dato dell’acqua, per idratarlo».

Una storia a lieto fine, preceduta, però, da quasi 48 ore di angoscia. Giorgio Debandi, in vacanza sul Montalbano insieme ai genitori, ha fatto perdere le proprie tracce intorno alle 16,30 di mercoledì. I primi a cercarlo erano stati i familiari ma, non trovandolo, hanno ben presto diramato l’allarme di scomparsa. Un importante dispiegamento di uomini, poco tempo dopo la sua sparizione, è stato quindi impegnato nella ricerca del turista. Oltre 50 persone – tra carabinieri, vigili del fuoco, il corpo del Soccorso alpino e speleologico, volontari della Vab e di numerose associazioni del territorio. Che non si sono fermati un momento per setacciare, in lungo e in largo, le zone boschive del Montalbano.

«In primo luogo – conclude Lucchesi – voglio ringraziare tutti i Vigili del fuoco. Tra questi, il capo squadra Gabriele Innocenti, che ha coordinato l’operazione di ritrovamento. Ma non solo. Un grande lavoro di squadra che ha permesso di riportare, finalmente, Giorgio a casa».

Martina Trivigno

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