Il Tirreno

Montecatini

Bastonate e morsi per rubargli il Rolex

di David Meccoli
Bastonate e morsi per rubargli il Rolex

Aggredita e picchiata coppia di rumeni, ma gli impianti di videosorveglianza riprendono tutto: arrestati i due responsabili 

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MONTECATINI. Picchiato, preso a bastonate e poi, dopo che aveva accennato una reazione, morso all’orecchio fino a staccarne un pezzo (poi non più ritrovato). Il tutto per rubargli un orologio Rolex, poi rivelatosi falso e quindi lasciato a terra dai rapinatori.

È successo poco dopo le 21 di lunedì nel parcheggio tra via Bassi e via del Salsero, adiacente alla Conad. Vittima un turista romeno trentenne residente in Inghilterra e per la prima volta in Valdinievole, che con la fidanzata (38 anni) era in visita nella nostra città, dove vive la mamma di lei.

La coppia, a bordo di una Toyota Yaris, si era fermata nello slargo vicino al supermercato, dove i due avevano iniziato a litigare. L’uomo era quindi sceso dall’abitacolo: fatti pochi passi e mentre stava telefonando (particolare, questo, che avrebbe “rivelato” l’orologio al polso), era stato aggredito da due uomini, che lo hanno immobilizzato e, senza farsi tanti scrupoli, hanno mollato anche un paio di cazzotti alla ragazza, che aveva tentato di intervenire.

I due banditi hanno preso ripetutamente a schiaffi e a pugni il romeno, tentando al contempo di strappargli l’orologio dal polso. Una volta riusciti nell’intento, però, l’aggressione non si è fermata. Anzi, accortisi che non si trattava di un Rolex, bensì di un’imitazione, i rapinatori, dopo avergli lanciato addosso lo stesso orologio e dopo che l’uomo aveva accennato a una reazione, gli si sono nuovamente gettati contro picchiandolo, stavolta anche con un bastone raccolto nei paraggi (poi ritrovato spezzato a causa della violenza con cui era stato utilizzato).

Al culmine della colluttazione, il più giovane dei due ha anche morso il padiglione auricolare sinistro della vittima, staccandone nettamente un pezzo di cartilagine, che purtroppo non è stato ritrovato e non sarà pertanto possibile riattaccarlo all’orecchio ferito.

La fuga dei due balordi è però durata poco. Sul posto è subito intervenuto personale del commissariato di polizia, guidato dal vicequestore aggiunto Mara Ferasin (il 113 è stato allertato dalla stessa donna aggredita). Per prima cosa i poliziotti si sono messi alla ricerca di una station wagon di colore grigio, come segnalato dalla coppia. Dalle registrazioni fatte dagli impianti di videosorveglianza si è quindi notato un’Opel Astra allontanarsi verso via Leonardo da Vinci, quindi prendere la rotatoria di via Manin, viale Adua e infine perderne le tracce dopo che però, l’ultimo fotogramma, aveva ripreso l’auto con la freccia diretta verso via Nofretti.

Ed è proprio qui che gli agenti hanno concentrato le ricerche, battendo la zona a tappeto. L’auto è stata infine individuata in un parcheggio privato di una palazzina della stessa via e – particolare che ha tolto ogni dubbio - aveva il cofano del vano motore ancora caldo. Hanno quindi atteso i rinforzi e, poco dopo mezzanotte, i poliziotti hanno fatto irruzione nell’abitazione del malvivente (nel frattempo dal numero di targa si era anche risaliti al proprietario dell’auto). L’uomo, che vive con la moglie e un figlio, non ha opposto resistenza e, dopo che sono anche stati trovati alcuni indumenti sporchi di sangue in lavatrice, è stato arrestato.

Poco dopo la stessa sorte è toccata all’altro bandito (il più giovane dei due). Si tratta di due soggetti di origine albanese: Armand Gerguri (48 anni) e Aldo Gjepali (25 anni, cittadino italiano). Per entrambi (il primo, già conosciuto dalle forze dell’ordine, si trova ai domiciliari, in quanto ha fin da subito collaborato; il secondo è in carcere a Pistoia) l’accusa è di rapina aggravata. Durante l’azione è sparito anche un paio di occhiali Ray Ban, che i due dicono di aver abbandonato durante la fuga (il portafogli della vittima era invece stato lasciato all’interno della Yaris, al momento dell’aggressione).

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