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Montecatini

Banditi in fuga con i soldi delle pensioni

Banditi in fuga con i soldi delle pensioni

Assalto all’ufficio postale di Castelmartini: i rapinatori hanno rinchiuso le due impiegate nel bagno prima di fuggire

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LARCIANO. Hanno aspettato che aprissero la porta principale, per poi costringerle, a suon di minacce, a rientrare. Sono stati attimi di puro terrore, ieri, mercoledì 6 settembre, per le due dipendenti dell’ufficio postale di via Don Franco Malucchi, a Castelmartini.

Una rapina fulminea e inaspettata, che ha sconvolto la tranquillità della zona. Erano circa le 8 quando le due impiegate, come ogni mattina, hanno dato inizio alla loro giornata lavorativa. Ma ad aspettarle, questa volta, non c’erano clienti abituali, bensì due malviventi che, a volto scoperto, hanno intimato loro di fare dietro front. Le donne – che non avrebbero visto armi in mano ai rapinatori – sono state strattonate e rinchiuse nel bagno. A quel punto i balordi hanno avuto via libera e hanno iniziato a rovistare nei cassetti, per poi fuggire, in fretta, con un bottino di 5-6 mila euro, l’ammontare dei soldi delle pensioni. Le due dipendenti sono state poi liberate, poco dopo la fuga dei malviventi, da un collega sopraggiunto nel frattempo. Ed è stato dato immediatamente l’allarme alle forze dell’ordine.

Sul luogo sono quindi arrivati i militari della stazione di Larciano, guidata dal luogotenente Salvatore La Mattina che, insieme ai carabinieri del Norm di Montecatini, hanno avviato le indagini. Nessuna ferita, ma solo un grande spavento per le due donne che, dopo il brutto episodio, si sono barricate all’interno delle poste; mentre un cartello è stato affisso alla porta fino allariapertura (intorno a mezzogiorno). E nessuno, nemmeno dal vicino bar Le Morette, sembra aver notato niente di strano. «Non ci siamo accorti di nulla – spiega il barista – era un momento in cui c’era molta gente. Poi sono entrati dei clienti che hanno chiesto come mai l’ufficio postale fosse ancora chiuso. Così ci siamo affacciati e abbiamo capito subito che qualcosa di grave era successo». E anche i pensionati, arrivati per ritirare la pensione, non credono ai loro occhi. «Mi hanno detto di ritornare domani – spiega uno di loro, dopo aver suonato al campanello della porta sul retro – non è la pensione, il problema. Ma la situazione di scarsa sicurezza in cui ci troviamo. Questa è una zona molto tranquilla, in cui non succede mai niente. Invece neanche qui, in campagna, siamo più al sicuro».

E proprio sul tema sicurezza – dei lavoratori e dei clienti delle poste – insiste anche Gianluca Balli, segretario generale Slc – Cgil dell’Area vasta Firenze, Prato e Pistoia. «L’aspetto sicurezza – spiega – è di primaria importanza, soprattutto alla luce di altri accadimenti dolosi che hanno riguardato la nostra provincia. Su questa scia abbiamo organizzato numerose riunioni per chiedere, ad esempio, di dotare tutti gli uffici postali di telecamere di videosorveglianza. Ma, ad oggi, in questa direzione, l’azienda ha fatto molto poco. Per questo – conclude Balli – vogliamo fare un appello perché i lavoratori, in termini di sicurezza, si attengano alle direttive dettate da Poste italiane. Chiediamo, inoltre, di istituire una sorveglianza anche privata che affianchi le forze dell’ordine. E, infine, organizzeremo anche un incontro con il prefetto di Pistoia, Angelo Ciuni».

Martina Trivigno

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di Redazione web