Finanza
Val di Forfora, le erbacce soffocano la strada
◗
La fitta vegetazione in un tratto di Strada provinciale 34Vegetazione e assenza di guard rail: la Pro loco di Lanciole chiama in causa la Provincia di Pistoia per le condizioni della Sp34
3 MINUTI DI LETTURA
PESCIA. La Provincia non ha i soldi per tagliare l’erba e decide di imporre un limite di velocità massima di 30 chilometri orari lungo la Strada provinciale 34 Val di Forfora. Succedeva un anno fa. Oggi, come ieri, la Provincia non ha i soldi per tagliare l’erba e nonostante quel limite di velocità per limitare i pericoli di transito su quella strada, dovuti alla scarsa visibilità e al restringimento della carreggiata causati dall’erba alta, il tragico incidente del giovane Lorenzo Cellai lo scorso 5 agosto, la dice lunga sulla reale efficacia di quell’atto amministrativo.
Oltre al problema della vegetazione che invade la carreggiata, infatti, la strada è sprovvista di guard rail in diversi tratti e a causa della presenza di numerose cartiere viene attraversata giornalmente da numerosi camion. Sono sparite, inoltre, coperte da spine e cespugli, tutte le zone di scambio sulla strada. A denunciare la situazione alla Provincia, nelle scorse settimane, tramite Posta certificata corredata da accurata documentazione fotografica attestante le condizioni della strada prima e posta raccomandata, poi, la Proloco di Lanciole. I residenti e alcuni villeggianti hanno chiesto il risarcimento per i danni subìti dalle auto, le cui fiancate sono inevitabilmente graffiate dai rami che si trovano sulla strada. «Sappiamo benissimo che non ci verrà corrisposto nulla – dice una residente – ma nessuno si è nemmeno degnato di risponderci. La cosa che ci preme sottolineare più di tutte, comunque, la mancanza di sicurezza. Rischiamo quotidianamente di investire i ciclisti, che non sono visibili in molti tratti. E quando lo abbiamo fatto presente dalla Provincia ci è stato risposto che allora la strada andrebbe chiusa. Ma può considerarsi questa una soluzione? ».
Insieme alle foto, sono state mandate anche 51 firme, ma le comunicazioni ad oggi sono state ignorate. «Al telefono è anche peggio – ci raccontano – impossibile parlare coi funzionari, ci era stato detto che la nostra denuncia sarebbe stata sottoposta al responsabile alla viabilità, la Pec è stata inoltrata il 9 luglio, dopo quasi due mesi non sapeva ancora nulla. Ma a cosa servono le tasse che paghiamo? È normale che i cittadini siano bistrattati in questa maniera? ». A Lanciole normalmente vivono una 50ina di persone, ma in estate la popolazione arriva più che a raddoppiare, come si può parlare di rilancio turistico della montagna con una viabilità in simili condizioni? Sono tanti i Comuni, in Italia, ad avere adottato il “fai da te” per sopperire alle mancanze nell’erogazione dei servizi da parte delle Province. Lo faranno anche i residenti della montagna? «Probabilmente alla fine ci toccherà, ma ci dovrebbe essere corrisposto qualcosa o quanto meno non ci dovrebbe essere richiesto di pagare le tasse», dicono i residenti. Le Province, di fatto, è come se già non ci fossero più per i cittadini, che sperimentano il vuoto istituzionale non solo nella mancata erogazione dei servizi, ma anche e soprattutto nella comunicazione. «Nessuno risponde, nessuno di ascolta. Siamo invisibili».
Maria Salerno
Oltre al problema della vegetazione che invade la carreggiata, infatti, la strada è sprovvista di guard rail in diversi tratti e a causa della presenza di numerose cartiere viene attraversata giornalmente da numerosi camion. Sono sparite, inoltre, coperte da spine e cespugli, tutte le zone di scambio sulla strada. A denunciare la situazione alla Provincia, nelle scorse settimane, tramite Posta certificata corredata da accurata documentazione fotografica attestante le condizioni della strada prima e posta raccomandata, poi, la Proloco di Lanciole. I residenti e alcuni villeggianti hanno chiesto il risarcimento per i danni subìti dalle auto, le cui fiancate sono inevitabilmente graffiate dai rami che si trovano sulla strada. «Sappiamo benissimo che non ci verrà corrisposto nulla – dice una residente – ma nessuno si è nemmeno degnato di risponderci. La cosa che ci preme sottolineare più di tutte, comunque, la mancanza di sicurezza. Rischiamo quotidianamente di investire i ciclisti, che non sono visibili in molti tratti. E quando lo abbiamo fatto presente dalla Provincia ci è stato risposto che allora la strada andrebbe chiusa. Ma può considerarsi questa una soluzione? ».
Insieme alle foto, sono state mandate anche 51 firme, ma le comunicazioni ad oggi sono state ignorate. «Al telefono è anche peggio – ci raccontano – impossibile parlare coi funzionari, ci era stato detto che la nostra denuncia sarebbe stata sottoposta al responsabile alla viabilità, la Pec è stata inoltrata il 9 luglio, dopo quasi due mesi non sapeva ancora nulla. Ma a cosa servono le tasse che paghiamo? È normale che i cittadini siano bistrattati in questa maniera? ». A Lanciole normalmente vivono una 50ina di persone, ma in estate la popolazione arriva più che a raddoppiare, come si può parlare di rilancio turistico della montagna con una viabilità in simili condizioni? Sono tanti i Comuni, in Italia, ad avere adottato il “fai da te” per sopperire alle mancanze nell’erogazione dei servizi da parte delle Province. Lo faranno anche i residenti della montagna? «Probabilmente alla fine ci toccherà, ma ci dovrebbe essere corrisposto qualcosa o quanto meno non ci dovrebbe essere richiesto di pagare le tasse», dicono i residenti. Le Province, di fatto, è come se già non ci fossero più per i cittadini, che sperimentano il vuoto istituzionale non solo nella mancata erogazione dei servizi, ma anche e soprattutto nella comunicazione. «Nessuno risponde, nessuno di ascolta. Siamo invisibili».
Maria Salerno
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
