Sicurezza
Pescia, il rione Santa Maria si prende il Cencio
Un successo senza ombre per “quelli del Domo” che hanno dato un distacco di ben 155 punti ai secondi della Ferraia
PESCIA. Torna a vincere il Santa Maria, dopo un solo anno di pausa – il 2016 – e due vittorie consecutive nel 2015 e nel 2014. Non è una vittoria di misura quella dei biancorossi, che portano in casa il Cencio con 470 punti, staccando la Ferraia (315 punti), San Francesco (290 punti) e il San Michele (260 punti). Questi i risultati della 40esima edizione del palio degli arcieri di Pescia, disputata domenica 3 settembre in una piazza Mazzini gremita di gente. Una vittoria con poca suspance dal momento che “quelli del Domo” hanno mantenuto il vantaggio per quasi tutta la durata della competizione, fino all'ultimo tiro, in cui nonostante il diametro del disco arrivi a soli 10 centimetri l'arciere Giulio Chiappini fa centro conquistando ulteriori 60 punti.
Esulta il presidente del rione Deni Vannucci, che intervistato dal Tirreno giovedì scorso in occasione della cena propiziatoria aveva espresso l'auspicio che vincesse il migliore, ribadendo però con ironia che... «i migliori siamo noi». Una battuta di spirito, che in realtà voleva esprimere l'augurio che a prescindere dal vincitore il palio fosse una festa per tutti. «Non si dovrebbe mai parlare di nemici – ha dichiarato Vannucci - anche quando si sale sul palco siamo avversari, non nemici, parlare di inimicizia non ha senso. Tanto più che a Pescia siamo quattro gatti e il palio dovrebbe essere vissuto come una festa, ma una festa della città. Non è una guerra e in questo i giovani sono più bravi di noi, lo hanno compreso e vivono la competizione in modo sano, così come è giusto che sia». Gli arcieri Benedetto Bonazzi, Giulio Chiappini, Andrea Franchi, Simone Ceccotti, Deni Vannucci, Nada Michelotti, Lorenzo Papini, Simone Pacini, Yuri Zanni, capitanati da Stefano Marchi sollevano il cencio verso un cielo senza nuvole (nonostante i timori iniziali). Si tratta della decima vittoria per il Santa Maria, che però non riesce a strappare il primato di vittorie conquistate alla Ferraia (che è a 15) rimanendo seconda, seguita da San Francesco (7) e San Michele (6).
Ma come funziona la gara? Ogni rione dispone di quattro arcieri (più una riserva), i quali gareggiano a turno in tre volée. I bersagli sono costituiti da dischi di gesso bianco di differente misura e disposizione a seconda della volée di tiro e sono collocati su di un paglione di 130 cm di diametro; al termine del tiro di ogni gruppo di arcieri, si procede alla convalida dei punteggi e alla sostituzione dei bersagli infranti.
Il Santa Maria conquistò il primo palio, non in occasione della prima edizione che si è svolta nel 1978 (e quell'anno non fu assegnato trattandosi di un'edizione dimostrativa), ma l'anno successivo. Nonostante siano trascorsi quarant'anni, l'entusiasmo che la manifestazione suscita nella città si rinnova immutato. Le tifoserie sono agguerritissime e per tutta la durata della gara intonano canti, accompagnati da rulli di tamburo. Fino alla fine. Il palio non è solo una competizione di tiro con l'arco, rappresentando un grande spettacolo in costume a partire dal corteo storico che sfila per le vie del centro. Ad aprire l'evento è la presentazione del palio, ovvero il Cencio, che viene trasportato sopra un carro addobbato, tirato, come da tradizione, da un cavallo. A scortarlo quattro alabardieri al comando del Capitano del rione che lo teneva in custodia. Quello di quest'anno era dedicato a Stiappa. Si procede al saluto solenne e alla lettura del bando di sfida. I tiri sono intervallati dall'esibizione dei gruppi di spettacolo dei vari rioni (sbandieratori, musici ecc.). La serata si conclude con i rioni che tutti insieme festeggiano i vincitori. Lo spirito di concorrenza che li ha caratterizzati tutta la settimana viene messo da parte. E' il momento di banchettare, omaggiando il palio anche a tavola, nella migliore tradizione toscana. Avversari si tornerà l'anno prossimo, per l'edizione numero 41.
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