Il dolore
Palio, la sfida si consuma anche... a tavola
In attesa della gara di domenica, le cene propiziatorie dei quattro rioni
PESCIA. Saltimbanchi e menestrelli, sbandieratori e dame che danzano a ritmo di tamburo. Da domenica scorsa, Pescia è entrata in pieno clima pre-palio e in ogni angolo della città si respira l’atmosfera, che da quarant’anni a questa parte accompagna questo scorcio di fine agosto fino alla prima domenica di settembre, quando gli arcieri dei quattro rioni si sfideranno in un’avvincente gara all’ultima freccia. Prima della competizione vera e propria, però, così com’è tradizione la sfida avviene a tavola.
Ciascuno dei quattro rioni prepara una ricca cena a base di piatti tipici della tradizione toscana, accompagnati da spettacoli e intrattenimenti che ricreano atmosfere del medioevo. Come da consuetudine ad aprire la tradizione delle cene propiziatorie è stato il rione Ferraia, lunedì scorso, con il gruppo dei tamburini, gli sbandieratori e il balletto storico del rione, che quest’anno ha visto l’ingresso anche di due uomini. Anche la tradizione si rinnova, quindi.
A rimanere inalterato dal 1978 a oggi, invece, è lo spirito di competizione. Ovviamente nella vita di tutti i giorni si esce tra amici, ma la settimana del palio ci si guarda in cagnesco perché l’amico, se di un rione concorrente, fino a domenica sarà trattato da nemico. Spirito goliardico, certo, ma fino ad un certo punto. «Un rionale ha la compagna del rione Santa Maria, storicamente nostro acerrimo nemico – ci spiega il presidente della Ferraia Matteo Guastapaglia – e noi spesso li prendiamo in giro rivendicando l’appartenenza al rione dei loro due bambini». Tra i giovani che nascono dai rionali portare avanti la tradizione è quasi automatico. «Ma ci sono anche tanti giovani che si avvicinano per curiosità – ci racconta Guastapaglia – magari provano a fare due tiri con l’arco, gli piace e vengono assoldati».
Alla cena della Ferraia è seguita quella del rione San Michele, martedì 29, che quest’anno come novità ha ospitato nel contesto dei suoi spettacoli un giovane falconiere di Pieve a Nievole che ha fatto volare tra i commensali la poiana, allocchi e barbagianni. «Ce la metteremo tutta per portare a casa il palio – ci dice Gino Landi, vicepresidente del rione – consapevoli che non si tratta di un obiettivo facile da raggiungere, dal momento che ad entrare in ballo è anche l’emotività di chi tira. Sono tanti, infatti, i fattori che influenzano la gara, ma lo stesso cercheremo di ottenere un buon risultato».
Ieri sera, nello splendido chiostro di San Francesco si è svolta la cena propiziatoria dell’omonimo rione, la chiusura è toccata, due sere fa, al rione Santa Maria. Stasera, alle 20, 30 nella chiesa San Francesco si celebrerà la benedizione del palio, degli arcieri e dei gonfaloni della Lega.
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