Sicurezza
Rossella Boni a Vangile canta la “sua” Montecatini
Concerto d’estate alla presenza di tanti fan
- Cinzia Silvestri è conosciuta da tutti, soprattutto per l’amore verso la sua città. Innumerevoli sono le iniziative a cui ha partecipato per promuovere quello che di bello ancora può offrire Montecatini. Ma è anche testimone di fatti e personaggi degli anni in cui Montecatini era rinomata per il divertimento e le vacanze. E tra i protagonisti della “bella vita” negli ultimi lustri del ’900 c’è senz’altro Rossella Boni. Anche lei montecatinese, è stata una cantante che ha avuto notorietà nazionale. Nel 1996 si laureò “Fantastica italiana” nell’omonima trasmissione di RaiUno in cui si davano battaglia artisti che poi venivano “televotati” dal pubblico. Da tempo ha lasciato le scene ma la nostalgia dei suoi fan per i concerti al Gambrinus o alla Cascina è forte. Negli ultimi anni è tornata a cantare ma solo alla Festa di Vangile. Ecco il racconto che Cinzia Silvestri fa della serata di sabato.
Ci sono personaggi che hanno fatto la storia recente della Città, che soffrono per l’odierna realtà ma che riescono magicamente a riportarci indietro in un tempo che, chissà come mai, appare migliore di quello che viviamo oggi. Sabato sera a Vangile Rossella Boni si è esibita in concerto: lei ormai si concede solo una volta l’anno, in estate (più generosa di Mina, va detto). Non si concede più a Montecatini, e a me dispiace perché son convinta che la piazza Inutile (chi la conosce sa qual è) riuscirebbe a riempirla ben bene semplicemente cantando. Dunque ho notato la transumanza termale che si è consumata: tanto pubblico e sono stati i montecatinesi a spostarsi per godersi la sua voce, sempre bella, calda e sofferta, emozionata e commossa come il suo sguardo, spesso lucido.
Questa cosa mi ha fatto piacere, ho ritrovato la Fantastica Italiana (una fantastica donna forte e coraggiosa che ho l’onore di conoscere) che sa davvero come intrattenere il pubblico. Lo ha fatto in maniera quasi intima, raccontando anche qualche simpatico aneddoto della sua carriera, iniziata già nell’infanzia, con qualche siparietto con la sorella Madilla Boni. E per noi montecatinesi, cui non mancano certo difetti e limiti, che tendiamo sempre a minimizzare o ignorare, sentir parlare della Cascina e del Gambrinus fa sempre un nostalgico piacere. E di questi due mitici locali nel cuore del Viale non si può parlare senza rammentare lui, Ramon Becchi, che ho salutato volentieri celebrando solo il bello di un tempo.
Sì, mi piacerebbe che Montecatini tornasse un Tempio della Musica e del Ballo, valorizzando i talenti nuovi sì, ma nel rispetto della propria tradizione artistica, evitando dunque l’antipatico e sciocco “nemo propheta in patria”.
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