Il Tirreno

Montecatini

«Ciao Cappe, ci mancherà quel tuo dolce sorriso»

di Martina Trivigno
«Ciao Cappe, ci mancherà quel tuo dolce sorriso»

Centinaia di persone nella chiesa evangelica di Pieve per l’addio a Lorenzo Cellai Il ricordo degli amici fraterni Nicco ed Emanuele e il pensiero del sindaco Bellandi

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PIEVE A NIEVOLE. Dolci note fluttuano nell'aria e accompagnano i pensieri, i ricordi. Una musica soave, che dovrebbe portare pace e ristorare i cuori. Ma non può esserci serenità quando un ragazzo di soli 21 anni, pieno di sogni e speranze, è stato assurdamente strappato all'affetto dei suoi cari. In tanti, ieri, hanno voluto ricordare Lorenzo Cellai. Centinaia di persone hanno affollato la chiesa evangelica di via Adige, a Pieve a Nievole: tra loro la mamma Stefania Sansoni, la fidanzatina, i nonni, gli zii; ma anche gli amici di una vita, gli ex compagni di scuola e quelli della sua squadra di calcio. Un tragico incidente stradale, domenica notte, sulla strada provinciale 34, nei pressi della Macchia Antonini, sulla montagna pistoiese, ha spento per sempre il sorriso di Lorenzo.

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Un ragazzo come tanti, cresciuto in via Merlini, a Montecatini. Due anni fa il diploma al Liceo artistico Petrocchi di Pistoia e poi l'inizio della sua carriera universitaria, all’Accademia di design Nemo di Firenze. E una smisurata passione per il calcio, a cui si dedicava attivamente, giocando nel ruolo di portiere. Ogni tanto, poi, lavorava anche come cameriere al ristorante “Da Carla”, a Ponte di Sorana.

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«Questa - ha esordito, commosso, il pastore evangelico - è una ricorrenza molto triste. È sempre difficile accettare la scomparsa di una così giovane vita. Vogliamo esprimere, come famiglia, tutto il nostro affetto a Stefania e a chiunque sia stato toccato da questa immane tragedia. Per provare a ristorare chi, adesso, si trova nel dolore». Poi, al pulpito, è salito il sindaco Giuseppe Bellandi, con indosso la fascia tricolore, che ha portato a parenti e amici l'abbraccio della comunità montecatinese. «Non conoscevo Lorenzo personalmente - ha detto - ma, in questi giorni, mi chiedo spesso, umanamente, perché delle giovani vite debbano essere spezzate così, senza un senso. Sono momenti, questi, in cui lasciare spazio al silenzio e alla preghiera. Attimi dove essere uniti e volersi bene sono le uniche medicine per lenire l'immenso dolore».

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Infine, a parlare, due amici storici di Lorenzo, Nicco ed Emanuele. «La tua scomparsa - ha detto, tremante, Nicco - ci ha lasciati senza parole, con un grande dolore. Non abbiamo potuto salutarti, nemmeno un'ultima volta. Ci mancherai, Cappe. Quell'amico che che, anche dopo la scuola, mi chiamava sempre, soltanto per sapere come stessi. Spero che questo non sia un addio e che, un giorno, ci incontreremo di nuovo, come ai vecchi tempi».

«Io - aggiunge Emanuele - lo consideravo un fratello. Ci conoscevamo fin da quando ho memoria. Abbiamo passato, insieme, tanti momenti difficili. Ma Lorenzo era sempre sorridente, così felice. Non faceva mai programmi, viveva alla giornata. La sua scomparsa lascerà per sempre, in tutti noi, un vuoto incolmabile. Senza di lui, infatti, niente sarà più lo stesso. Con lui se n'è andato un pezzo di me».

Infine il ricordo della chiesa evangelica di Pieve a Nievole e delle sua comunità, di cui Lorenzo faceva parte. «Ho conosciuto Lorenzo - dice un membro - quando aveva soltanto tre anni. Veniva alle riunioni con la mamma, Stefania. E ricordo che correva sempre, non stava mai fermo. Ecco, ora voglio immaginarlo così: a correre insieme agli angeli alla presenza di Dio».

 

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