La manifestazione
telecamere rai a lamporecchio
“Sereno variabile” svela i segreti dei brigidini
LAMPORECCHIO. In quel servizio è racchiusa tutta la passione dei maestri brigidinai nel portare avanti una tradizione che risale, all’incirca, al 1500. Sono orgogliosi, con i loro grembiuli bianchi...
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LAMPORECCHIO. In quel servizio è racchiusa tutta la passione dei maestri brigidinai nel portare avanti una tradizione che risale, all’incirca, al 1500. Sono orgogliosi, con i loro grembiuli bianchi immacolati, mentre parlano con Giovanni Muciaccia, co-conduttore – insieme all’intramontabile Osvaldo Bevilacqua – del programma televisivo “Sereno variabile”. Le telecamere della Rai, in un rovente pomeriggio di agosto, sono approdate a Porciano, il borgo di origine medievale, alle pendici del Montalbano. Una comunità che ha accolto a braccia aperte, insieme all’amministrazione comunale, la troupe venuta a raccontare di quella specialità che ha portato il nome di Lamporecchio nel mondo. Un dolce semplice, il brigidino, fatto di acqua, zucchero, farina e anice. Ma, con alle spalle, una storia importante e una fama sempre in crescita. «Questo dolce – spiega Alfredo Manigrasso – deve il suo nome alle suore devote a Santa Brigida, incaricate di preparare, con dei ferri arroventati, le ostie sacre» . La realtà storica, a questo punto, si fonde con la leggenda: forse un errore nella preparazione dell’impasto da parte di una novizia ha portato alla nascita delle cialde friabili al sapore d’anice. «Ne assaggio un altro, ma solo un altro...a ltrimenti ingrasso», scherza Muciaccia, mentre i brigidinai ne decantano le doti (anche) afrodisiache. È un viaggio che attraversa secoli di storia, quello di “Sereno variabile”. Dalla lavorazione con le piastre antiche (dette a forbice), fino a quelle elettriche, per arrivare ai giorni nostri, con le automatiche. «Sono capaci – dice Giuseppe Nannini, esportatore delle macchine in tutto il mondo – di creare 650 brigidini in un’ora» . «Non ero mai stato a Lamporecchio – conclude Muciaccia – il brigidino, poi, è stata una rivelazione. Tornerò». Il suo, a Lamporecchio, è soltanto un arrivederci.(m.t.)
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