Attenzione
Violenza sessuale, indagato imprenditore valdinievolino
Denunciato dopo anni di abusi e maltrattamenti nei confronti della moglie. Il gip di Pistoia dispone il divieto di avvicinamento
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MONTECATINI. Lo stesso incubo si è ripetuto per anni praticamente tutte le notti. Ogni volta che, smaltito con una dormita di qualche ora l’alcol che sempre aveva nel sangue al suo rientro a casa, il marito la svegliava e la costringeva a subire ogni genere di abuso sessuale. Aggiungendo botte, sputi e offese quando lei osava dire di no. Neppure dormire nel letto delle sue figliolette l’aveva salvata: lui andava a prenderla là nel cuore della notte, trascinandola via per i piedi. L’ultimo stupro, durato ore, nella notte del 18 luglio. Solo al mattino la donna aveva trovato finalmente il coraggio di andarsene di casa e rifugiarsi con le bambine dal padre. Dove due giorni dopo il marito era andato a cercarla. E dove i carabinieri lo avevano trovato mentre tempestava di pugni la porta d’ingresso.
Gravissime le accuse che pendono adesso sul noto imprenditore edile cinquantenne residente in Valdinievole: violenza sessuale continuata e pluriaggravata, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Reati per i quali, di fronte al rischio ritenuto grave di reiterazione, la procura della Repubblica (il procuratore capo Paolo Canessa e il sostituto Linda Gambassi i titolari dell’inchiesta) hanno chiesto nei confronti dell’uomo la misura della custodia cautelare in carcere. Il gip del tribunale Alessandro Buzzegoli, pur concordando sui gravi indizi di colpevolezza e sull’effettivo rischio che l’indagato potesse di nuovo abusare della moglie, ha ritenuto però che fosse sufficiente applicare la misura del divieto di avvicinamento e di comunicazione con lei e con i suoi familiari, visto che la donna si è trasferita dal padre. Riservandosi di applicare una misura più restrittiva nel caso in futuro decidesse di tornare con le figlie a casa.
Ieri mattina, l’imprenditore, assistito dall’avvocato Lorenzo Satti, è stato interrogato in tribunale dal gip. «Ha risposto a lungo alle domande del giudice, respingendo le accuse di violenza sessuale» spiega il legale.
Fatto sta che ai carabinieri intervenuti a casa del padre il 21 luglio scorso, la donna ha raccontato una drammatica storia di violenze e soprusi (confermata anche dalla madre e da una collega della donna), andata avanti per cinque anni, a causa dei problemi di alcol del marito. Che praticamente la costringeva ad avere rapporti sessuali tutte le notti, con una violenza sempre crescente, soprattutto da quando lei aveva cercato di opporsi e aveva cominciato ad andare a dormire nel letto matrimoniale delle bambine. Da dove però lui la trascinava via senza tanti scrupoli, per violentarla, spesso per ore.
Massimo Donati
Gravissime le accuse che pendono adesso sul noto imprenditore edile cinquantenne residente in Valdinievole: violenza sessuale continuata e pluriaggravata, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Reati per i quali, di fronte al rischio ritenuto grave di reiterazione, la procura della Repubblica (il procuratore capo Paolo Canessa e il sostituto Linda Gambassi i titolari dell’inchiesta) hanno chiesto nei confronti dell’uomo la misura della custodia cautelare in carcere. Il gip del tribunale Alessandro Buzzegoli, pur concordando sui gravi indizi di colpevolezza e sull’effettivo rischio che l’indagato potesse di nuovo abusare della moglie, ha ritenuto però che fosse sufficiente applicare la misura del divieto di avvicinamento e di comunicazione con lei e con i suoi familiari, visto che la donna si è trasferita dal padre. Riservandosi di applicare una misura più restrittiva nel caso in futuro decidesse di tornare con le figlie a casa.
Ieri mattina, l’imprenditore, assistito dall’avvocato Lorenzo Satti, è stato interrogato in tribunale dal gip. «Ha risposto a lungo alle domande del giudice, respingendo le accuse di violenza sessuale» spiega il legale.
Fatto sta che ai carabinieri intervenuti a casa del padre il 21 luglio scorso, la donna ha raccontato una drammatica storia di violenze e soprusi (confermata anche dalla madre e da una collega della donna), andata avanti per cinque anni, a causa dei problemi di alcol del marito. Che praticamente la costringeva ad avere rapporti sessuali tutte le notti, con una violenza sempre crescente, soprattutto da quando lei aveva cercato di opporsi e aveva cominciato ad andare a dormire nel letto matrimoniale delle bambine. Da dove però lui la trascinava via senza tanti scrupoli, per violentarla, spesso per ore.
Massimo Donati
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